A piedi da Levanto a Punta Mesco (Eremo di Sant'Antonio) e a Monterosso
Questa passeggiata, della durata di circa 2 ore e 30 minuti, e' adatta a tutte le persone, anche non giovanissime, ma, diciamo cosi', in salute e senza problemi a camminare si un terreno facile ma accidentato, con gradini, salite e discese frequenti. La bellezza del percorso ripaghera' sicuramente la fatica.
Il periodo migliore per intraprendere questa passeggiata e' la primavera, ma anche l'autunno puo' avere un suo fascino particolare. Sicuramente occorre verificare le previsioni meteo, e non iniziarla se sono previste piogge.
Di percorsi tra Levanto e Monterosso ce ne sono almeno tre. Quello su strada asfaltata, che passa dal Santuario di Soviore. Quella conosciuta come "Alta via delle Cinque Terre", su strada non asfaltata, e il sentiero che costeggia piu' da vicino il mare, a mio avviso il piu' suggestivo dei tre, al quale si riferisce questo articoletto fotografico.
Levanto e' un paese ligure di circa 8.000 abitanti, in provincia di La Spezia, situato a ovest del primo paese della zona (celeberrima) chiamata Cinque terre, Monterosso. Punta Mesco e' il promontorio situato tra i 2 paesi, zona protetta all'interno del Parco Nazionale delle Cinque terre.

Si parte da Levanto presso dal lungomare est, in prossimita' di una casa su un promontorio chiamata "La Pietra". Una scalinata a zig zag sale fino al castello di Levanto, dell'undicesimo secolo.
Il castello, fino al 1990, e' stato abitato da un famoso violoncellista di origini russe, Massimo Amfiteatrof, al quale e' dedicata un'interessante festival che si tiene ogni anno a Levanto (vedi http://petardo.over-blog.it/article-levanto-liguria-la-spezia-festival-massimo-amfiteatrof-107979126.html)
Poco piu' avanti, le prime indicazioni per Punta Mesco e Monterosso, indicanti una stradina acciottolata che finira' in un sentierino.
La stradina costeggia il retro del magnifico parco di Villa Agnelli, dei primi del '900, fatta costruire da Giovanni Agnelli. Il panorama comprende la sequenza di promontori posti a ovest di Levanto. Quasi sempre visibile quello di Portofino e, nelle giornate molto limpide, si riesce a vedere la zona della piana di Albenga, situata nel ponente ligure, dopo Genova.
Presto si giunge nei pressi di un curioso bed & breakfast gestito da un originale personaggio, un po' artista, che decora la casa e il giardino con le sue fantasiose sculture.
Piu' avanti si costeggia Casa Massola, una abitazione, purtroppo alquanto malandata, dove una lapide ricorda che li', nel 1931, Guglielmo Marconi fece i primi esperimenti di trasmissioni radio in onde corte.
Un'altra immagine del panorama con la sequenza di promontori presa dal sentierino, piu' in quota rispetto alla precedente, prima di arrivare ad una strada asfaltata che si prende verso destra per 200 metri circa.
Giunti all'Hotel La Giada Del Mesco si imbocca la stradina, segnalata, alla sinistra dell'hotel. I simboli da seguire sono due segni, uno bianco e uno rosso, con spesso indicato il numero 1, in quanto si tratta del sentiero CAI n.1 della zona. E' un percorso molto antico in quanto parrebbe risalire all'epoca romana.
il sentiero e' molto vario: talvolta assolato, altre volte ombreggiato, con panorami e strapiombi straordinari (ma attenzione a dove si mettono i piedi!). Qui potrete vedere una selezione di foto, che comunque non possono rendere l'effetto dal vero!
Normalmente, e in particolare in questo periodo, durante le vacanze di pasqua, si incontrano parecchi camminatori, tipicamente francesi e tedeschi. Pochi gli italiani.
Dopo circa 2 ore dalla partenza si giunge alla sommita' di punta Mesco, un "incrocio" fa da unione della via alta con il sentiero litoraneo e quello che va all'eremo di Sant'Antonio e a Monterosso.
Poco piu' giu', un ponticello in legno segnala la digressione per l'eremo.
L'eremo di Sant'Antonio e' costituito da suggestive rovine di una costruzione iniziata nell'undicesimo secolo.
una decina di metri piu' avanti, altri ruderi, molto piu' recenti, con una vista eccezionale. Peccato per l'abbandono.
Ritornando sui nostri passi, ecco la vista su Monterosso e sugli altri borghi delle Cinque Terre.
Da Punta Mesco a Monterosso c'e' una ripida e non molto agevole scalinata (un po' "spacca ginocchia") che in 30 minuti circa porta al livello del mare
Quasi alla fine ci si immette in una stradina asfaltata.
Scendendo, si intravede la casa di riposo di Monterosso. Un posto dove io e mia moglie vorremmo iniziare a fare domanda di ammissione... :o)
Quindi si lascia l'asfalto per una scalinata che porta nella zona dove c'e' la scultura del "gigante".
Ed eccoci a Monterosso, la parte "nuova".
E, attraverso un tunnel posto alla fine del lungomare, si entra nella Monterosso storica, la parte piu' suggestiva del paese.