Levanto Music festival 2026 - Il violone impertinente
Un concerto di musica barocca può essere molte cose: filologia, virtuosismo, teatro, narrazione, oppure, come in questo caso, un piccolo atto di ribellione. “Il violone impertinente”, andato in scena il 4 agosto 2026 nella chiesa sconsacrata di Nostra Signora della Costa a Levanto, è stato esattamente questo: il racconto di uno strumento che, per una sera, ha deciso di non stare al suo posto.
A proporre il concerto un trio composto da:
Federico Bagnasco – Violone contrabbasso
Marco Crosetto – Clavicembalo
Francesco Olivero – Tiorba / Chitarra barocca
Il violone, antenato seicentesco del contrabbasso, è uno strumento che di solito vive nell’ombra: sostiene, accompagna, regge l’impalcatura armonica del basso continuo e lascia agli altri il compito di brillare.
Bagnasco, invece, ha deciso di farlo uscire dal retrobottega e portarlo sotto i riflettori.
Il programma: un percorso di emancipazione
I brani scelti, di Frescobaldi, Lulier, Benedetto Marcello, Kapsberger e Henry Eccles, non erano una semplice antologia barocca.
Erano una dimostrazione pratica di un’idea: il violone può fare molto più del tappeto sonoro, o almeno provare a farlo.
E così, tra passaggi virtuosistici, linee melodiche scolpite con cura e dialoghi serrati con clavicembalo e tiorba, lo strumento ha mostrato una voce sorprendentemente espressiva.
Il tutto accompagnato da spiegazioni chiare, ironiche, mai pedanti di Bagnasco, che ha guidato il pubblico come un narratore che conosce bene la sua storia.
Prima del bis, è arrivato il colpo di scena: un brano contemporaneo, scritto dallo stesso Bagnasco e suonato con strumenti barocchi.
Un esperimento riuscito, con un obiettivo dichiarato: tentare un sorta di "riscatto" del violone anche nella musica di oggi.
La chitarra barocca di Olivero, con un arpeggio ricorrente dalle reminiscenze morriconiane, ha dato al pezzo un colore cinematografico inatteso, mentre il violone si muoveva libero, quasi emancipato dalla sua storia.
La location del concerto, la chiesa privata di Nostra Signora della Costa situata nella parte alta della cittadina ligure, restaurata e trasformata in spazio culturale, è assai suggestiva.
L’unico disturbo era rappresentato da un altro evento musicale (pop) in corso nella parte bassa della città, il cui borbottio saliva fino alla collina.
Conclusione
Un concerto interessante, ben costruito e ben raccontato, accolto con sincero entusiasmo dal pubblico.
E soprattutto un gesto artistico: mostrare che il violone, se gli si dà spazio, può non essere solo un comprimario.
Anzi, quando decide di essere "impertinente", sa prendersi la scena con una naturalezza sorprendente.
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