Overblog Tutti i blog Blog migliori Casa, artigianato e fai da te
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Vercelli, Concerto di Sant'Eusebio nella cattedrale di Sant'Andrea

petardo
Vercelli, Concerto di Sant'Eusebio nella cattedrale di Sant'Andrea
Vercelli, Concerto di Sant'Eusebio nella cattedrale di Sant'Andrea

 

La Cattedrale medievale di Sant’Andrea si è presentata come raramente la si vede: luci ad effetto, qualche candela strategica, un’atmosfera “candelight style” ma senza troppi ammiccamenti turistici. Solo un velo di suggestione.

Qui si è celebrata la ventinovesima edizione del tradizionale Concerto di Sant’Eusebio, appuntamento che Vercelli vive come un rito civico oltre che musicale.

 

Sul palco, la Camerata Ducale, orchestra stabile del Viotti Festival, guidata dal suo direttore e violinista Guido Rimonda.

 

La serata si è aperta con un gesto scenico inatteso: un vero coup de théâtre. Rimonda, invece di comparire sul palco, è apparso all’ingresso della navata, violino in mano, attaccando la Danza degli spiriti beati di Gluck in una versione per violino solo di rara dolcezza. Ha percorso lentamente la navata, come un filo sonoro che cuciva spazio e pubblico, raggiungendo il palco solo negli ultimi minuti, quando l’orchestra ha raccolto il tema e lo ha portato alla conclusione.

 

Il programma è proseguito con Vivaldi, Mascagni e Bruch, eseguiti con la consueta compattezza della Camerata Ducale. Rimonda ha scelto tempi sobri, lasciando che la Basilica facesse la sua parte: riverberi generosi, ma governati con mestiere.

 

La seconda parte ha portato sul palco le due voci protagoniste: la soprano Francesca Lombardi Mazzulli e la mezzosoprano Marta Fumagalli. Insieme a loro, il cuore del concerto: lo Stabat Mater di Pergolesi, che nella verticalità gotica di Sant’Andrea trova una risonanza quasi naturale.

Le due interpreti hanno offerto un dialogo timbrico equilibrato: la luminosità della Lombardi Mazzulli, precisa e controllata, e la morbidezza scura della Fumagalli, che ha dato profondità ai duetti.

 

Se qualcosa ha penalizzato la serata, è stata la temperatura estiva, decisamente alta, complice un cambiamento climatico ormai evidente che, asssieme alla durata del concerto (quasi due ore) ha richiesto al pubblico una resistenza non banale. Ma la chiesa era gremita, attenta, partecipe: segno che la tradizione di Sant’Eusebio continua a essere un punto fermo nella vita culturale vercellese.

 

Il concerto si è chiuso con un bis di Haendel, un duetto per soprano e mezzosoprano che ha riportato leggerezza e brillantezza dopo la densità del Pergolesi. Applausi lunghi, convinti, meritati.

Vercelli, Concerto di Sant'Eusebio nella cattedrale di Sant'Andrea
Vercelli, Concerto di Sant'Eusebio nella cattedrale di Sant'Andrea
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenti