Festival Nuove Terre - Deiva Marina - SABOTAGE - di e con Ivan Talarico
SABOTAGE, di e con Ivan Talarico, è un monologo che prende atto di una verità ormai evidente: negli ultimi anni la realtà ha superato con una certa disinvoltura qualsiasi fantasia satirica, diventando un tragicomico assurdo quotidiano che ci sta anestetizzando.
Talarico, che in scena appare come l’uomo qualunque (un po’ come Marcello Marchesi negli anni ’60, ma “tranquillamente assai più disperato”) costruisce il suo spettacolo come una sequenza di monologhi collegati, inframmezzati da pseudo‑canzoni famose (inventate), in una sorta di gramelot americano.
I testi giocano con punti di vista formalmente corretti ma ribaltati in modo iperbolico. Il collegamento con la realtà esiste, ma non viene quasi mai dichiarato: resta come una vibrazione di fondo, un’eco che non pretende di spiegare nulla.
La comicità che ne deriva è una comicità strana, laterale, che racconta situazioni paradossali e quasi reali senza cercare la risata piena; al massimo concede un sorriso, talvolta imbarazzato, come se il pubblico si riconoscesse in quell’assurdo senza volerlo ammettere.
Essendo il debutto del nuovo lavoro, qualcosa è ancora da limare: qualche passaggio si perde, qualche idea potrebbe essere resa più netta, ma la struttura complessiva regge grazie alla sua capacità di sabotare la logica con naturalezza.
Gustosi gli spezzoni video registrati, che aggiungono un ulteriore livello di straniamento e completano un mosaico narrativo costruito sull’errore come materia prima.
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