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Vigevano - Vox Musei - Surrealismi e parole in libertà - Renato Geremicca e Trio Eccentrico

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Vigevano - Vox Musei - Surrealismi e parole in libertà - Renato Geremicca e Trio Eccentrico

 

Nella Falconeria del Castello di Vigevano, dove il sole del tardo pomeriggio accende le pietre bramantesche di un calore quasi teatrale, è andato in scena “Surrealismi e parole in libertà – L’incontro fantastico tra Federico Fellini e Regina Cassolo”, un appuntamento della rassegna “VOX Musei”, ideata dalla Direzione Regionale dei Musei Nazionali Lombardia e dal Museo Archeologico della Lomellina per aprire i musei al linguaggio vivo dello spettacolo.

 

Renato Geremicca, attore e “anchorman trasformazionale”, ha guidato il pubblico in un viaggio che mescola ironia, riflessione e improvvisazione, con quella sua capacità accattivante di dosare tempi e pause.

 

Accanto a lui, il "Trio Eccentrico", formato da Massimo Ghetti al flauto, Alan Selva al clarinetto e Javier Adrian Gonzalez al fagotto, ha intrecciato le note di colonne sonore e brani classici in arrangiamenti eleganti e sorprendenti, creando un tessuto sonoro che bene si accordava alle parole.

 

L’idea dello spettacolo è audace: immaginare un incontro impossibile tra Fellini, il regista che ha trasformato la realtà in sogno, e Regina Cassolo, la scultrice futurista e concreta, nata ventisei anni prima di lui (1894), alla quale cui il museo dedica una ampia collezione di opere (vedi qui).

Due mondi lontani eppure affini, uniti da quella stessa urgenza di reinventare il reale.

Per Regina, però, la fantasia doveva fare i conti con il peso di essere donna in un’epoca che concedeva alle artiste più ostacoli che riconoscimenti: la difficoltà di accedere alle accademie, la diffidenza dei critici, la marginalità nei circuiti espositivi dominati da uomini. Eppure, proprio da quella condizione nasceva la sua forza sperimentale, la libertà di cercare materiali nuovi (alluminio, plexiglass) per scolpire un futuro che ancora non esisteva.

 

Geremicca ha saputo trasformare contrasti e affinità in dialogo, immaginando Fellini e Regina come due spiriti che si sfiorano nel tempo, due visionari che parlano la stessa lingua dell’immaginazione.

Tra un racconto e l’altro, il Trio Eccentrico ha fatto vibrare la Falconeria con melodie che evocavano sogni e memorie, mentre il sole, impietoso e teatrale, colpiva in pieno volto i protagonisti.

Geremicca ne ha approfittato per improvvisare, scherzando con il pubblico e trasformando anche i latrati dei cani e le voci dei bambini nel cortile in parte dello spettacolo stesso, come se Fellini, da qualche nuvola, avesse deciso di aggiungere un tocco di surrealtà.

 

Alla fine, il pubblico ha lasciato la Falconeria con la sensazione di aver assistito non solo a un concerto o a una performance, ma a un incontro di anime: quella di un regista e una scultrice che hanno fatto del sogno una forma d’arte.

Un esperimento riuscito, divertente e intelligente, che ha saputo rendere l’impossibile incontro tra Fellini e Cassolo qualcosa di quasi reale.

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