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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Finalement - Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte - (Claude Lelouch, 2024) - Recensione - Con Kad Merad, Elsa Zylberstein

petardo

 

Lino Massaro avrebbe una vita realizzata, sia professionalmente che sentimentalmente,  ma un cedimento interiore, descritto come una perdita della capacità di mentire o l’inizio di una malattia neurodegenerativa, incrina la sua facciata.
Per questo Lino lascia tutto e parte senza meta. Attraversa il Paese da nord a sud, cambiando identità a ogni incontro: prete destituito, regista di film per adulti, trombettista dilettante.
Queste maschere, spesso identità di persone che lui, avvocato, ha difeso e che per questo si è immedesimato, sono tentativi di capire chi potrebbe essere, ora che non è più obbligato a essere “Lino l’avvocato”. 
In una notte di pioggia trova rifugio in una stalla. Al mattino incontra Manon, una contadina che suona il pianoforte. Lino tira fuori la tromba: nasce un duetto improvvisato, tenero e quasi magico, che diventa il cuore simbolico del film, la metafora del protagonista che ritrova la musica, la sensibilità, la possibilità di vibrare di nuovo. 
Il viaggio di Lino intreccia commedia, road movie, musical e riflessione esistenziale, costruendo un mosaico di incontri che lo spingono verso una nuova consapevolezza.


"Finalement – Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte" è l’ennesimo tassello di quella sorta di autobiografia cinematografica che Claude Lelouch, oggi quasi novantenne, continua a costruire film dopo film. Un autore prolifico, che sembra voler lasciare dietro di sé una scia di racconti, variazioni, riprese, rimandi: un cinema che non smette mai di guardarsi allo specchio.
Come già accaduto nel precedente "I migliori anni della nostra vita", anche qui compaiono spezzoni di un suo film del passato, "L’avventura è l’avventura" (1972). Non è un sequel, Lelouch sembra dire che senza Lino Ventura (il protagonista del film citato) non ci sarebbe Lino Massaro, il protagonista di oggi.
Una genealogia affettiva, quasi un passaggio di testimone tra personaggi che non si incontrano ma si somigliano, come se il cinema stesso generasse figli, nipoti, eredi spirituali.
La struttura è quella di un caleidoscopio: eventi reali e immaginati si mescolano, si confondono, si inseguono.
Lelouch non ha paura di essere bizzarro, di inserire episodi usciti da un sogno, da un ricordo.
La scelta di Kad Merad nel ruolo di Leo Massaro è interessante.
Merad non ha il physique du rôle del seduttore, e Lelouch lo sa benissimo.
È un uomo qualunque, un volto quotidiano, uno che non conquista per presenza scenica ma per le personalità che gli abitano dentro: fragili, mutevoli, contraddittorie.
Il suo essere “non-tombeur” rende forse più credibile il percorso di un uomo che cambia pelle, ruolo, identità, come se fosse sempre in cerca di una versione di sé che non ha ancora trovato.
La "francesità" qui non è un dettaglio.
Le musiche, i testi delle canzoni, il modo tipicamente francese (nel bene e nel male) in cui alcuni personaggi cantano sono parte integrante del racconto.
È quel misto di leggerezza e gravità che il cinema francese sa maneggiare: una canzone può essere una confessione, un sorriso, un ricordo, un modo per dire ciò che non si riesce a dire parlando.
Finalement è un film che vive di memoria, di frammenti, di rimandi.
È imperfetto, talvolta sbilenco, spesso surreale.
Ma è anche un’opera che racconta un autore che non vuole smettere di interrogarsi, di riprendere in mano i suoi personaggi, di farli dialogare con quelli nuovi.

 

Voto: 7/10

Finalement - Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte - (Claude Lelouch, 2024) - Recensione - Con Kad Merad, Elsa Zylberstein
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