Varese, il castello di Masnago, la mostra di Guttuso e del fotografo Giorgio Casali
Il "Castello di Masnago" di Varese nasce come torre difensiva medievale (XI–XII secolo).
Nel Quattrocento, sotto i Castiglioni, viene trasformato in una residenza signorile: si ampliano gli ambienti e si introducono decorazioni di gusto cortese.
A questo periodo risale la Sala dei Vizi e delle Virtù, il ciclo pittorico più importante del complesso.
Realizzato intorno alla metà del XV secolo, probabilmente per volontà di Maria Lampugnani, presenta figure eleganti e colori vivaci tipici del gotico internazionale. Le Virtù sono raffigurate come dame armoniose, i Vizi con tratti più caricati: un programma morale destinato alla famiglia e agli ospiti.
Nei secoli successivi il castello passa ai Mantegazza e ai Panza, fino all’acquisizione da parte del Comune di Varese, che lo restaura e lo apre al pubblico come sede del Museo Civico d’Arte Moderna e Contemporanea.
Il complesso è inserito nel Parco Mantegazza, che conserva alberi monumentali e una scenografica scala barocca.
Attualmente, oltre a una pinacoteca con dipinti perlopiù ottocenteschi e una selezione di opere contemporanee ospitate nelle sale affrescate, sono presenti due mostre.
La prima è dedicata al fotografo Giorgio Casali (Lodi, 1913 - Milano, 1995), una figura chiave della fotografia italiana del Novecento, soprattutto nel dialogo tra architettura, design e immagine.
La sua opera è oggi considerata fondamentale per capire come l’Italia del dopoguerra abbia costruito – anche visivamente – il proprio immaginario moderno.
La seconda è dedicata a Renato Guttuso (Bagheria, 1911 - Roma, 1987), una delle figure centrali dell’arte italiana del Novecento: pittore siciliano, politicamente impegnato, protagonista del neorealismo e voce visiva delle tensioni sociali del suo tempo.
Negli anni ’30 si trasferisce a Roma, dove entra in contatto con artisti come De Chirico, Carrà e Manzù.
Il suo linguaggio si definisce presto: un realismo diretto, drammatico, dai colori intensi, che racconta la vita quotidiana, il lavoro, la lotta politica.
È spesso associato al realismo socialista, ma più correttamente è uno dei protagonisti del neorealismo italiano, vicino al gruppo del Fronte Nuovo delle Arti.
La mostra dedicata a Renato Guttuso al Castello di Masnago è un percorso espositivo che Varese inaugura il 26 ottobre 2025, presentando opere provenienti dalla Fondazione Francesco Pellin e legate al suo rapporto con Varese, dove il pittore trascorse lunghi periodi nella villa di Velate ereditata dalla moglie Mimise.
In alcune opere qui esposte è evidente la presenza di Marta Marzotto.
Renato Guttuso e Marta Marzotto vissero una delle relazioni più celebri e discusse dell’Italia del Novecento: un legame sentimentale e artistico iniziato alla fine degli anni Sessanta, che fece di Marta la musa dominante della pittura guttusiana per oltre un decennio.
L’incontro tra i due avviene alla fine degli anni ’60, nel salotto milanese dei Marchi.
Marta Marzotto, già figura mondana e aristocratica, diventa rapidamente la modella, confidente e amante del pittore.
Un’area specifica dell’esposizione è dedicata a Spes contra Spem, una delle opere più note della collezione Pellin e simbolo della tensione morale e civile che attraversa tutta la produzione di Guttuso.
Interessante la serie di fotografie che testimoniano la genesi dell'opera, con modifiche e ripensamenti.
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