San Pietro Martire, Vigevano - Curiosità, il Martirio di San Pietro, e gli affreschi nascosti
Il nome completo di questa chiesa è in realtà "Chiesa di San Cristoforo in San Pietro Martire".
Nasce dall'accorpamento degli archivi della cinquecentesca chiesa di San Cristoforo (andata distrutta) con quella di Dan Pietro Martire.
La chiesa di san Cristoforo si trovava all'angolo tra Via Riberia e Vicolo San Cristoforo, un vicolo chiuso a cui diede il nome. Di questa negli anni '50 del novecento erano ancora visibili dei resti nell'edificio ormai adibito ad abitazione.
Angolo tra Via Riberia e Vicolo San Cristoforo - Edificio adibito ad abitazione dove era situata la chiesa di San Cristoforo.
Le origini della chiesa di San Pietro Martire (incerte) si fanno risalire ai primi anni del 1200-
Sulla primitiva chiesa venne costruito successivamente un edificio più grande.
Durante i pesanti rifacimenti del 1840 l'originale tetto a capriate di quella chiesa è stato nascosto dalle volte che si vedono attualmente all'interno.
I muri verticali all'interno dell'intercapedine tra le nuove volte e il tetto a capriate conservano, purtroppo celati dalla volta, interessanti affreschi che alcuni datano nel primo quarto del 1300, altri alla metà del 1400.
Tra questi affreschi, i particolari qui sotto riportati.
la prima è tratta dalla foto presente nel sito del catalogo generale dei beni culturali (scena di battaglia dipinto murale ca 1300 - ca 1314).
Rappresenta una scena di battaglia. Probabilmente un ex voto fatto dai vigevanesi per la minaccia di scorreria di mercenari allo sbando dopo la dissoluzione del ducato visconteo il cui passaggio venne impedito dalla piena eccezionale del Ticino. Ciò avvenne però nel XV secolo.
La seconda rappresenta san Domenico, dipinto sullo stesso muro, alla sinistra di quello raffigurante la battaglia.
All'ingresso della chiesa, sulla destra, è presente un dipinto rappresentante il Martirio di San Pietro Martire.
Si tratta di un dipinto murale staccato e poi applicato su tela e ritoccato per ravvivare i colori databile tra il 1700 e il 1799.
Presenta una vistosa crepa sulla sinistra, non presente nella foto archiviata nel sito del catalogo generale dei beni culturali (Martirio di San Pietro Martire dipinto murale ca 1700 - ca 1799)
Secondo la tradizione locale la porta gotica murata presente sul lato sinistro della chiesa era l'ingresso riservato alla corte sforzesca. Fino alla fine dell'Ottocento lungo il lato sinistro si trovava un terrapieno che collegava il livello della piazza antistante con l'ingresso laterale.
Per alcuni, questo ingresso murato era l'ingresso della più piccola chiesa precedente.
Abbastanza poco comune la forma ottagonale del campanile, che si fa risalire ai tempi della prima chiesa qui fondata (1200).
Durante l’assedio francese alla Rocca Nuova nel 1645, il campanile subì una demolizione a metà in senso verticale, per poi essere ricostruito nei decenni successivi
Il più antico edificio a forma di ottagono conosciuto è la Torre dei Venti di Atene, costruito intorno al 300 a.C.
Successivamente la forma è stata adottata soprattutto per la costruzione di alcune chiese del periodo bizantino-romanico (come la pianta ottagonale di San Vitale a Ravenna, V secolo) e dal tiburio ottagonale delle grandi abbazie cistercensi del XII-XIII secolo.
L'ottagono rappresenta una varietà di significati in molte culture e religioni. Nel buddismo significa completamento, in cinese simboleggia buona fortuna e completezza, in ebraico è il numero del Signore, nel taoismo ci sono otto immortali, e nel cristianesimo denota le otto beatitudini.
E' una forma che, rispetto al quadrato, massimizza l'area interna a parità di perimetro (+21%), riduce il carico nei pilastri angolari e facilita il raccordo con una eventuale cupola rotonda (qui non presente).
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