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Chiesa di San Giorgio in Strata - Vigevano

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Chiesa di San Giorgio in Strata - Vigevano

 

Poco distante dalle mura del Castello di Vigevano, sorge la Chiesa di San Giorgio in Strata.

 

Nota: via Strata, oggi via Cairoli, significa via lastricata.
La parola "strata" in contesti antichi indica originariamente quella che oggi chiamiamo "strada".

In origine, dunque, indicava letteralmente "ciò che è steso" e veniva usata per designare una via realizzata stendendo e disponendo pietre o lastre, ovvero una sorta di "via massicciata" o "lastricata" adatta al transito di persone e veicoli.

 

Stretta tra le case adiacenti di Via Cairoli, questo edificio porta con se una leggenda.

Si narra che la piccola cappella, un tempo, non era dove oggi noi la vediamo, bensì all’interno del Castello di Vigevano. Come oggi, era dedicata a San Giorgio, protettore dei Cavalieri.

Era utilizzata per pregare e chiedere protezione dai cavalieri e dagli scudieri.

Vuole sempre la leggenda che Ludovico il Moro avesse posto occhio su una giovane ragazza, dama di compagnia di Beatrice d’Este, presente nella sua corte, che però a sua volta si era innamorata di uno scudiero. I due, di nascosto, decisero di sposarsi proprio nella Chiesetta dedicata ai Cavalieri, dove un frate unì la coppia sotto il sacramento del matrimonio. Successivamente i due giovani sposi scapparono dal Castello, e a cavallo si diressero verso Novara.

Ma qualcuno informò Ludovico il Moro che erano avvenute le nozze, così, prese il suo cavallo, e si mise ad inseguire la coppia. La inseguì per più di duecento chilometri (così si narra), ma quando vide che non riusciva a prenderli, ritornò al Castello di Vigevano.

Furente per il fatto accaduto, decapitò il frate che aveva sposato la coppia. Ma non solo, accecato dalla rabbia, fece distruggere la Chiesetta di San Giorgio, posta dentro alle mura del Castello.

I Cavalieri, così, rimasti senza proprio luogo di culto, decisero di ricostruirla fuori dalle mura. Mattone per mattone, riportarono alla luce questo piccolo luogo sacro nel luogo in cui oggi tutti noi la vediamo.

 

La chiesa di San Giorgio “in Strata” fu fondata nell’anno 1090 con un chiericato di patronato (finanziamento e possesso) della famiglia Colli che fu una delle più antiche e notabili di Vigevano. Secondo alcuni storici la chiesa originaria si trovava sul castello esattamente dove sorge la falconeria fino al 1347, quando i Visconti costruirono il castello e fecero trasferire le case e gli abitanti più in basso.

La chiesa attuale sarebbe una ricostruzione trecentesca ispirata alle forme romaniche della precedente. 

 

La chiesa fu restaurata nel secolo XVII.

Incamerato e decaduto il chiericato nel 1901 la chiesa fu curata dall’arciprete della cattedrale.

Nel 1969 si provvide a un restauro radicale volto a riportare i caratteri originari dell’edificio romanico: furono scrostate le pareti e abbattuto l’altare barocco.

Fu rifatto pavimento e messo un nuovo altare basilicale.

La preziosa pala d'altare che era presente fu portata in deposito al palazzo vescovile ed esposta al museo del Tesoro del Duomo.

Si tratta di un polittico raffigurante San Giorgio col drago, la Madonna col Bambino, il patrono Sant’Ambrogio e il Beato Matteo Carreri, nominato prorettore di Vigevano solennemente dal popolo nel 1518.

L’opera pare risalga proprio a quel periodo.

 

Pala d'altare che era in San Giorgio in Strata oggi esposta al museo del Tesoro del Duomo.

Pala d'altare che era in San Giorgio in Strata oggi esposta al museo del Tesoro del Duomo.

L’unico dipinto tuttora conservato all’interno della chiesa è un affresco sulla parete di destra, che raffigura s. Giorgio su un cavallo bianco mentre colpisce con la lancia un drago dal dorso di testuggine. Alla destra, la figura tradizionalmente identificata come la principessa di Trebisonda.

Anche la datazione dell’affresco è controversa : secondo alcuni autori è databile intorno al XIII secolo e, secondo altri , al XIV secolo.

Presenta linee molto essenziali, piuttosto primitive, forse eseguito da un artista locale.

Il pittore non conosce ancora la prospettiva, le figure sono situate su un unico piano, pur presentando una certa ricerca di eleganza nell’abito della principessa.  

La figura di s. Giorgio  in origine era proporzionata al cavallo, ma nel corso dell’intervento di epoca settecentesca è stata ritoccata e ingrandita, cosicchè oggi, scoloriti i colori, abbiamo un San Giorgio non solo di dimensioni sproporzionate, ma addirittura con due teste.

L’ultimo restauro dell’affresco risale al 1969.

Affresco di San Giorgio e particolare in cui si evidenziano le due teste. https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:San_Giorgio_in_Strata_(Vigevano)#/media/File:Affresco_di_San_Giorgio_nella_Chiesa_di_San_Giorgio_in_Strata_-_Vigevano_(II).jpg
Affresco di San Giorgio e particolare in cui si evidenziano le due teste. https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:San_Giorgio_in_Strata_(Vigevano)#/media/File:Affresco_di_San_Giorgio_nella_Chiesa_di_San_Giorgio_in_Strata_-_Vigevano_(II).jpg

Affresco di San Giorgio e particolare in cui si evidenziano le due teste. https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:San_Giorgio_in_Strata_(Vigevano)#/media/File:Affresco_di_San_Giorgio_nella_Chiesa_di_San_Giorgio_in_Strata_-_Vigevano_(II).jpg

Recentemente, nel giugno del 2002, la facciata è stata restaurata.

Data la presenza di alcuni avanzi di intonaco, probabilmente di un brutto restauro settecentesco, si è pensato di ricoprire tutta la facciata con uno strato leggero di intonaco camuffato, per dare l’impressione dell’antico, con una punta di tinta avorio. Alcuni pensano che sarebbe stato meglio riportare la facciata con mattoni a vista.


Anche la navata come la vediamo oggi è il risultato di vari restauri, specie quello del Settecento, che cambiò il soffitto sostituendo le preesistenti capriate in legno con archi sorretti da lesene; sui muri stanno riaffiorando dalla patina di tempera bianca alcune pitture con soggetti floreali.

 

Nel 1967, dal prof. Bonzanini venne effettuato un altro restauro: fu sostituito l’altare settecentesco con uno moderno, sistemato il tetto, rifatto il pavimento con mattonelle in cotto e chiuso il lucernario che qualche restauro precedente aveva ricavato nel catino dell’abside e che in origine non c’era.

 

La chiesetta di San Giorgio è stata sino agli anni Settanta luogo di preghiera mattutina per molti studenti del Liceo Cairoli e dell’Istituto Castoldi (entrambe le scuole sono situate in via Cairoli), in cerca di "protezione" per i compiti e le interrogazioni della giornata.

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