Cesare Magni - Crocifissione - Duomo di Vigevano
Cesare Magni (Milano, 1492 – Milano, 1534), è stato un pittore italiano, seguace di Leonardo (gruppo dei Leonardeschi).
Nel primo semestre del 1531, Cesare Magni ricevette una prestigiosa commissione dal tesoriere ducale Francesco II Sforza. Gerolamo Brebbia lo incaricò, per conto del secondogenito del Moro, di realizzare una Crocifissione per la cattedrale di Sant'Ambrogio di Vigevano, completa di carpenteria. Questo lavoro è considerato una delle opere di maggior successo dell'intero catalogo del pittore.
La tavola con la Crocifissione e i santi è una delle poche opere firmate e datate, con l'iscrizione "CAESAR MAGNUM FACIEBAT AN 1531" in basso a destra. Donata dal Duca Francesco II Sforza, come documentato nell'atto di donazione del 13 marzo 1534 conservato nell'Archivio Capitolare, essa rappresenta un importante esempio del suo stile.
Nella parte superiore, Cristo circondato da angeli che volano su un cielo chiaro.
A sinistra, la Vergine, vestita di un rosso vivo e con un manto blu bordato di arancione, è affiancata da sant'Ambrogio in paramenti pontificali, che presenta il primo vescovo di Vigevano, Galeazzo Pietra, in piviale ornato da figure di apostoli.
A destra, la Maddalena in veste azzurra e manto rosso, San Giovanni Evangelista in abito verde e manto arancione, e san Gerolamo, con la sua folta barba, completano la composizione.
Sullo sfondo, si intravedono paesaggi (forse Pavia a sinistra?), figure e cavalieri in monocromo bruno che sfumano nell'azzurro, incorniciati da una semplice cornice lignea.
Originariamente collocata in una cappella a destra del presbiterio, la sua posizione attuale, nella prima cappella a destra dell'ingresso, è comunque molto antica, anche se l'altare sopra il quale è posta è più recente. La tavola è stata restaurata sia nel 1912 dai fratelli Porta di Milano che più recentemente.
Qui sotto, il particolare dell'affresco con la cittadina presente sulla sinistra dello sfondo e, a destra, il simile Duomo di Pavia, ai tempi in costruzione da circa 40 anni.
Leonardo da Vinci ha rivoluzionato la pittura rinascimentale con la tecnica dello sfumato, che consiste nel sfumare i contorni delle figure e degli oggetti, creando transizioni graduali tra colori e tonalità. Questo approccio conferisce alle opere un aspetto morbido e realistico, eliminando linee nette e donando profondità e naturalezza.
Leonardo ha applicato magistralmente lo sfumato nei paesaggi, come si può notare nella Vergine delle Rocce, dove le montagne sullo sfondo appaiono avvolte da una foschia grigio-azzurrina, suggerendo distanza e prospettiva aerea.
Qui sotto, a sinistra, un particolare della "Vergine delle Rocce" di Leonardo, con le caratteristiche montagne sfumate sullo sfondo, simili a quelle presenti nella Crocifissione del Magni (a destra).
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