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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Museo Internazionale della Calzatura - Vigevano (PV)

petardo
 
Il legame di Vigevano con le scarpe e' noto ai piu'.

Ci sono documenti risalenti al 1400 che parlano di questo, ma il maggior splendore delll'industria della scarpa a Vigevano si e' avuta negli anni '60: si fabbricavano piu' di 20 milioni di scarpe l'anno.

Anche grazie al film "il maestro di Vigevano", con Alberto Sordi, tratto dal bellissimo libro di Mastronardi l'attivita' principale di Vigevano e' stata conosciuta in tutta Italia.

Purtroppo oggi, per vari motivi, questo non e' piu' vero, e di fabbriche di calzatura a Vigevano ne sono rimaste pochine...

Per documentare questo (ex) primato, uno storico locale (Luigi Barni) e un imprenditore (Pietro Bertolini) hanno pensato bene di raccogliere il materiale per fare un "museo della calzatura" che, se non sbaglio, e' unico in Italia e, forse, al mondo.

Confinato fino al 2003 in angusti spazi della biblioteca comunale, oggi e' situato all'interno del castello sforzesco, ai piani superiori delle scuderie ducali.

Nella sequenza delle suggestive stanze del museo, si potranno ammirare modelli (o reperti, se si vuole) di calzature che spaziano dal '400 ai giorni nostri.

In particolare, si puo' trovare quella che viene ritenuta la ciabatta di Beatrice d'Este, moglie di Ludovico il Moro, che dimoro' nel castello di Vigevano.

Questa ciabatta (chiamata, piu' poeticamente, "pianella"), fu ritrovata durante alcuni scavi nello stesso castello. Che sia davvero appartenuta alla Beatrice io ho qualche dubbio, ma l'epoca dovrebbe essere quella.

Interessanti le scarpe del periodo del ventennio, "autarchiche", nel senso che i progettisti erano costretti ad utilizzare materie prime esclusivamente italiane perche', alla stessa stregua dei dittatori odierni, la soceta' delle nazioni (l'odierna ONU) aveva instaurato un embargo delle materie prime a causa delle invasioni ordinate da Mussolini in Africa. Questo fece aguzzare l'ingegno dei "designers" dell'epoca, e il risultato e' una zoccolona poggiante su buffi cilindretti blu....

La sequenza si conclude con opere d'autore quali, tra gli altri, Pfister, Gucci e perfino Dali'.

In conclusione, un curioso, originale museo che, anche visto il costo contenuto del biglietto di ingresso, e' sicuramente consigliabile.



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