La Sacra di San Michele: affascinante caos medievale (Piemonte, Torino)
Chi ha letto Il nome della rosa o ha visto il film tratto dal libro avra’ sicuramente notato quanto la Sacra di San Michele ricordi il convento dove si svolgono le vicende raccontate da Umberto Eco.Solo recentemente ho scoperto che, effettivamente, Eco si e’ ispirato al monumento simbolo del Piemonte.
Come e probabilmente anche piu’ di altri celebri complessi architettonici dedicati a San Michele Arcangelo, si ricordi ad esempio Mont San Michel, in Francia, la sacra sembra elevarsi verso il cielo.
E’ situata a circa 1000 metri di altezza sul monte Pirchiriano, in posizione strategica anche da un punto di vista militare, ed infatti anche prima di essere un luogo di culto, Romani e Longobardi costruirono degli appostamenti.
Ma e’ dall’anno mille che iniziarono le costruzioni di chiese.
Uso il plurale perche’, negli anni, queste costruzioni si sovrapposero in modo affascinantemente caotico. Spesso le costruzioni successive inglobavano quelle precedenti.
Questo affascinante caos lo si puo’ vedere anche oggi, visitando il complesso architettonico che ha mantenuto intatta la tipica, anche un po’ inquietante atmosfera medievale.
Contorte, ripide scale di pietra consunta dal tempo, archi, slanciate finestre, portali sobriamente decorati con colonnine e capitelli caratterizzano l’ardita, svettante chiesa e le costruzioni circostanti.
Il monumento e’ visitabile tutti i giorni tranne i lunedi’ (durante il periodo di bassa stagione) dietro pagamento di un modesto tiket di ingresso (4 Euro).
Stante la posizione, sulla sommita’ di un ripido monte, per raggiungere la Sacra di San Michele, una volta lasciata l’automobile nell’apposito parcheggio, occorre “sobbarcarsi una decina di minuti di strada (prevalentemente in salita) a piedi.
Nulla comunque al confronto della strada che i pellegrini medievali dovevano intraprendere seguendo la via francigena, che da Canterbury portava a Roma, passando proprio da qui.
