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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

La Certosa di Pavia

petardo

 

Uno dei monumenti storico-architettonici più famosi della provincia di Pavia (e non solo) è certamente la Certosa di Pavia.Si tratta di un monastero fondato da Gian Galeazzo Visconti nel 1396.

Il nome Certosa deriva dall'ordine monastico che lo abitò fino al 1782: i Certosini.

Poi, con alterne fortune dovute ai regnanti di turno, ai Certosini si succedettero Carmelitani e Cistercensi.

Dal 1968 ai giorni nostri il monastero è gestito da monaci Cistercensi.

Dista circa 8 km da Pavia, nei pressi della statale Pavia - Milano.
Andando verso Milano, all'altezza del paese che prende il nome dal monastero, una stradina verso destra porta, dopo meno di 1 km, al monastero. Ampi parcheggi sono a disposizione dei turisti e/o fedeli che visitano il complesso.

Dall'esterno, a parte gli affreschi presenti sopra il portale d’ingresso, l'aspetto è simile a quello delle cascine presenti nella zona.

Entrando, un ampio cortile con prato è circondato da costruzioni "rustiche" tranne che per l'edificio a destra, l'ex foresteria, in stile barocco.
Una porticina in questo edificio porta a una rivendita di souvenir e prodotti anche alimentari dai nomi assonanti al monastero, ma che, secondo me, non sono fatti dai (pochi) monaci rimasti.

In fondo alla corte la bella facciata della chiesa del monastero, piuttosto squadrata, cinquecentesca. E' ricoperta di marmo bianco lavorato.

All'interno si nota la struttura gotica, con le volte affrescate.

Notevole la tomba di Gian Galeazzo Visconti, iniziata nel 1494, e quella (disabitata) di Ludovico il Moro e Beatrice D'Este, raffigurati giacenti su un letto. Molto suggestiva. L'opera, di Cristoforo Solari, fu iniziata nel 1497, dopo la morte di Beatrice.

Dalla chiesa si accede al "chiostro piccolo", luogo comunitario del monastero, e quindi al chiostro grande, caratterizzato da 24 "casette" indipendenti, ciascuna con, sul retro, il proprio orticello, dove i monaci stanno in solitudine e meditazione.

Una porticina rotante vicino a ciascuna porta d’ingresso viene (o veniva?) utilizzata per ricevere i pasti.

Molto interessante e suggestiva la visita a questi luoghi, anche per chi non è particolarmente religioso. Un mondo molto distante da quello odierno e proprio per questo intrigante.

C'e' chi riesce a stare in contatto col mondo tramite la preghiera, c'e' chi ci riesce con l'iPhone...


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