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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Dal Monte Moro a Macugnaga a piedi (con salita in funivia) passando dall'Alpe Bill

petardo

 

Il Monte Moro rappresenta uno dei due comprensori sciistici di Macugnaga. Oltre alla zona Belvedere-Burky (2000 m) c’è il Monte Moro - Alpe Bill (3.000 m).

 

Anche d'estate, questa zona è raggiungibile con la funivia grazie alle tratte Macugnaga-Alpe Bill e la successiva Alpe Bill-Monte Moro. Il Monte Moro offre uno splendido panorama verso la parete est del Monte Rosa e, verso la Svizzera, è visibile la vallata di Saas Fee, dove c’è il lago artificiale Mattmark. E' anche base di partenza per alcune escursioni, una delle quali è descritta qui: http://petardo.over-blog.it/article-trekking-o-passeggiatona-macugnaga-saas-fee-macugnaga-con-funivia-gambe-pullman-e-treno-109214787.html

 

Sarebbe anche possibile salire a piedi da Macugnaga al Moro, e ridiscendere di nuovo a piedi o in funivia, ma io ho preferito fare la meno faticosa (ma non troppo) discesa, con salita in funivia (prezzo 13 euro a testa).

 

Il tempo di discesa non è indicato sui cartelli segnaletici, mentre quello di salita è stimato sulle 4 ore. Questo ci aveva fatto sperare una discesa tra le 2 ore e le 3 ore. Non è stato così: forse anche perché non siamo giovanissimi ne' particolarmente atletici, ci abbiamo messo circa 3 ore dal Monte Moro al Bill, e 45 minuti dal Bill a Macugnaga.  

 

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Sul Monte Moro alcune parti innevate non mancano quasi mai, anche in Agosto. Quest'anno il primo tratto di discesa, da iniziare alla sinistra del rifugio Oberto Maroli e segnalato da numerosi segni rosso-bianco-rosso era innevato. Nella prossima immagine si vede l'arrivo della funivia e, sullo sfondo, il Monte Rosa. .

 

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Nell'immagine successiva, il Lago Smeraldo, posto poco sopra la stazione di arrivo e visibile soolo d'estate.

 

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Dopo il primo tratto innevato, pendente ma fattibile anche con scarponcini adeguati e bastone, inizia la parte sassosa, facile perché ben segnalata e dotata di gradoni fatti con sassi appositamente piazzati ma non per questo agevolissima. Si tratta delle cosiddette "piode" di un sentiero che risale al medioevo, e che  piu' recentemente e' satto utilizzato dagli "spalloni", cioe' i contrabbandieri che facevano la spola tra Italia e Svizzare passando dal Monte Moro. Dopo circa 30 minuti si incontra il Bar-Ristoro Monte Moro Hutte, dove avevamo intenzione di pranzare che purtroppo era in fase di lavori per modifiche, per cui siamo scesi a stomaco vuoto ...

 

Nelle foto successive il Bar "aperto ma chiuso" (effettivamente avremmo fatto meglio informarci ai numeri di telefono reperibili qui http://montemorohutte.jimdo.com/) e uno scorcio della discesa effettuata, con primo piano il mio bel bastone "vintage", autentico cimelio appartenuto a mio suocero (anni '70).

 

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 Nel frattempo sul di calpestio cominciano a fare capolino, tra i sassi “muschiati”, prato e fiori.

 

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Si possono incontrare anche greggi di pecore che sembrano allo stato brado e, se si è fortunati, anche autentica selvaggina come caprioli, camosci e stambecchi.

 

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Ogni tanto ci sono da guadare ruscelletti (normalmente in tutta sicurezza) mentre le persone che salgono (ma anche quelle che scendono) sono piuttosto rare. Nelle foto successive uno di questi “guadi” e il segno rosso-bianco-rosso da seguire.

 

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Scendendo ulteriormente si cominciano a vedere le prime conifere. Nella seconda foto, il monte rosa con il ghiacciaio (ricoperto di sassi) che si biforca lasciando al centro il comprensorio sciistico Belvedere-Burki.

 

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 Si riesce a vedere in fondo valle anche le case delle frazioni di Macugnaga Staffa e Pecetto.

 

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Scendendo ulteriormente si inizia un sentierino in un ombroso bosco che ha, come sottobosco, una prateria di gustosi mirtilli.

 

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 Di lì a poco si arriva, dopo circa 3 ore dalla partenza dal Moro, all’Alpe Bill. Qui in foto la stazione di salita della funivia.

 

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La discesa ha giocato un brutto scherzo ai miei non recentissimi scarponcini: il tacco in Vibram è letteralmente esploso, per cui l’ultimo tratto l’ho fatto con calzature assai precarie…

 

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Quindi, prima in un sentiero tra rocce e poi su una comoda mulattiera si giunge alla base della vallata, dove sorgono le frazioni di Macugnaga.

 

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