Overblog Tutti i blog Blog migliori Casa, artigianato e fai da te
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Da Macugnaga (Staffa) all'alpe Pedriola (rifugio Zamboni) passando dal Lago Secco e dal Rosareccio

petardo

 

zamb.jpg 

Ecco un tragitto relativamente impegnativo dal punto di vista fisico, soprattutto per le persone dalla mezza eta' in su, ma non pericoloso, direi qualcosa meno di "E".  Il tempo di percorrenza segnalato, che confermiamo, e' di circa 3 ore e 15 minuti. 

 

L'ho fatto con mia moglie una spettacolare giornata di Settembre 2013. La partenza e' la frazione Staffa di Macugnaga, anzi, la minuscola frazione "Opaco", dove quattro bei girasoli guardavano il nostro passaggio mattutino (erano le dieci e 15) verso il ponte sull'Anza.

 

DSCN1016 

  DSCN1017

 

Passando sulla strada sterrata che collega le frazioni di Macugnaga alla sinitra dell'Anza (guardando il Monte Rosa), qualche decina di metri a sinistra di questa strada sono indicate le direzioni verso il Lago Secco e verso l'Alpe Pedriola e il rifuguio Zamboni. L'indicazione prevedeva 3 ore e 15, utto sommato piuttosto esatte.

 

La salita da Opaco al Lago Secco e' piuttosto rampante ma in un bosco bellissimo, e Settembre e' un ottimo mese per tentarla.

 

DSCN1018.JPG 

Il lago secco era, come dice il nome, secco. Pare che si riempia in occasioni di grandi piogge o grandi disgeli. Be', meglio cosi', dicevo tra me e me. Qui incontriamo un paio di cercatori di funghi, ma forse la stagione e' un po' avanzata. 

  DSCN1020

 

Il lago secco e' a circa 1500 m slm. Qui ben segnalati cartelli ci segnalavano la strada da intraprendere.

 

DSCN1021.JPG 

DSCN1022.JPG 

A rallegrare la camminata dei meno portati, una prateria di mirtilli di sottobosco era l', per tentare (con successo) i piu' golosi. Tutte le volte che mi giravo vedevo mia moglie con la guanciotta in funzione (e' una nota mirtillio-addicted). 

  DSCN1023-copia-1

 

DSCN1024.JPG 

Dal sentiero era spesso visibile il lato sud della vallanzasca, stazione della funivia del Monte Moro compresa.

 

DSCN1025

 

Poi ecco arrivare alle prime radure. Qui ci siamo quasi persi, andando diritti sul prato. Occorreva girare a sinistra. Tenete sempre sotto controllo i segni rosso-bianco-rosso tracciati da volenterosi del CAI!

 

DSCN1026-copia-1

 

DSCN1028.JPG

 

DSCN1029-copia-1.JPG

 

DSCN1030-copia-1.JPG

 

Ad un certo punto, un incrocio a "T" con l'indicazione dell'altezza del Rosareccio. Non ci sono altri cartelli segnaletici. Qui bisogna girare a sinistra, verso i piani alti del Rosareccio. A destra si va verso la strada che dal Burky va a Pecetto.

 

DSCN1032.JPG

 

DSCN1034.JPG

 

Il puntino rosso che vedete e' mia moglie, oggi un po' in crisi sulle salite, e per arrivare alla vecchia e mai risistemata funivia per il Rosareccio la salitella e' sensibile.

 

DSCN1036.JPG

 

DSCN1037-copia-1

 

Siamo a quasi 2.100 metri. Mancano un'ora e venti al rifugio Zamboni-Zappa. e' mezzogiorno e io comincio a sentire un certo languorino...

  DSCN1038

 

DSCN1039.JPG

 

Dopo una curva "topica" ecco ergersi, come una cattedrale gotica, lo splendido massiccio del Rosa. 

 

DSCN1041

 

Giu', a destra, il ghiacciaio del Belvedere con la consueta biforcazione.

 

DSCN1042-copia-1.JPG

 

Ma i ghiacciai puu' belli, senza i sassi delle morene, sono quelli in quota, e qui sembra quasi di poterli toccare. 

 

DSCN1044

 

    Finalmente si riesce a vedere lo Zamboni. Il mio passo accelera: il languorino di un'ora fa si e' trasformato in un'inusuale (per me) fame atavica.

 

DSCN1045

 

Durante il pranzo (polenta con funghi, tapulon e salsicce) un inaspettato boato annuncia una valanga (per fortuna a distanza di sicurezza) che mia  moglie e' riuscita a fotografare. 

 

DSCN1046.JPG

 

DSCN1047.JPG

 

  DSCN1048

    DSCN1053 

 

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenti