Il misterioso fossile nei marmi del Duomo di Vigevano
Nella basilica di Sant'Ambrogio a Vigevano (PV), due formazioni presenti ai piedi della balaustra seicentesca che dà accesso alla cappella che si apre alla destra del transetto, guardando l'altare, hanno suscitato una certa curiosità, tanto da essere presente in un articolo del Smithsonian Magazine, una rivista statunitense pubblicata dallo Smithsonian Institution, l’ente museale e di ricerca più grande al mondo. È un mensile che esplora temi di storia, scienza, arte, cultura, natura e innovazione, con articoli di taglio divulgativo ma rigoroso. (Link).
Le posizioni dei ritrovamenti sono visibili nella foto qui sotto riportata.
Appaiono come figure di colore bianco sul fondo rosaceo del marmo.
Data la forma e dalle dimensioni simili, attorno ai 10 x 20 cm, molto probabilmente si tratta due sezioni della stessa formazione, ottenute tagliando le lastre di marmo.
Qui di seguito le foto dei particolari.
Il marmo è proveniente dalle cave di Arzo, in svizzera, nel Canton Ticino. Si tratta di broccatello d'Arzo, una pietra formatasi circa 200 milioni di anni fa che è caratterizzata dalla non infrequente presenza al suo interno di fossili dell'età giurassica che vivevano in bassi fondali marini.
Quindi, oltre che una casuale formazione di venature della pietra che alludono a forme conosciute, non è improbabile che si tratti del fossile di un essere vivente preistorico.
In particolare, nelle pietre provenienti da Arzo, tipicamente si possono trovare:
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Ammoniti (Indicatori biostratigrafici del Giurassico, molto comuni nei calcari marini).
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Belemniti (Rostri calcarei spesso ben conservati).
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Bivalvi (Trigonie, ostree e altri lamellibranchi tipici dei fondali marini poco profondi).
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Brachiopodi (Frequenti nei calcari compatti).
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Echinodermi (Frammenti di crinoidi e echinoidi).
Qui di seguito alcuni esempi di questi fossili.
Nel pseudo fossile in questione non si notano le tipiche spirali ammonitiche nè simmetrie tipiche delle bivalve.
La struttura appare con una zona centrale dalla quale si dipartono ramificazioni multiple, abbastanza compatibili con il calice e i bracci di un crinoide.
Crinoidi - Di William I. Ausich - File:Crinoid anatomy.gif, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36826873
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