Da Vigevano a Bruxelles e ritorno - Seconda tappa - Bruxelles, visita di 1 giorno
Per il tragitto da Riquewhir a Bruxelles, con circa 5 soste più il pranzo, il tempo di viaggio è stato di nuovo attorno alle 7 ore. Viaggio piuttosto tranquillo fino alle tangenziali di Bruxelles dove è diventato intenso e piuttosto "nervoso".
Anche nella periferia della capitale belga quanto a traffico, doppi sensi di marcia che sarebbero dovuti essere sensi unici e parcheggi "creativi" non si scherza.
Fortunatamente l'ottimo albergo di recente fattura che abbiamo scelto (prenotato tramite Booking.com) era dotato di parcheggio interno (a pagamento, 20 euro a notte). Si tratta dell'Hotel Van Belle.
Pur essendo situato a poche centinaia di metri dall'abitazione del "figliolo", dove dovevamo portare del materiale, arrivarci in auto con l'ausilio di Google Maps è stato assai arduo: almeno un paio di strade che Maps riteneva percorribili erano in realtà divieti, per cui c'è voluto parecchio tempo per inventarsi (probabilmente con qualche infrazione) il percorso giusto.
Nonostante la fondazione ufficiale di Bruxelles risalga al decimo secolo, quasi nulla delle antiche costruzioni sono arrivate ai giorni nostri.
La causa principale la si attribuisce al devastante incendio seguito al bombardamento del 1695 da parte dei Francesi durante la guerra dei nove anni.
Comunque sia, Bruxelles rimane una città interessante, sebbene molti palazzi siano stati profondamente modificati per una sorta di modernizzazione un po' selvaggia (alcuni la chiamano "Bruxellizzazione"), che ora, nonostante i molti cantieri ancora presenti nella zona centrale, si sta cercando di evitare.
Il luogo più caratteristico della città (a parte l'atomium, periferico, che non abbiamo visitato) è certamente la Grand Place, di aspetto gotico-barocco, quattrocentesco, largamente restaurata se non ricostruita perchè distrutta nel già citato anno 1695.
Certamente suggestiva, la piazza durante la sera è illuminata con colori talvolta un po' azzardati.
Installazione di grandi papere colorate nelle vasche di fronte alla chiesa di Santa Caterina (duecentesca, ricostruita nella seconda metà dell'800).
Un altro elemento simbolo di Bruxelles è il "Manneken pis".
Si tratta di una piccola statua (50 cm) situata in un angolo del ceitro storico, sopra una fontana.
Pare sia rappresentativo dell'indipendenza di spirito degli abitanti della città.
Ma la questione dell'espletazione delle necessità idriche deve stare molto a cuore ai bruxellesi, dato che nel mio breve soggiorno ho anche notato la statua di un cagnolino con le stesse intenzioni del bambino di cui sopra.
A questo proposito, quantomeno curiosa è la presenza di un orinatoio pubblico "en plein aire" irrispettosamente addossato alla parete della chiesa di Santa Caterina.
La Tour Noir è una delle poche vestigia del tredicesimo secolo arrivata fortunosamente fino ai giorni nostri, curiosamente inglobata nel moderno palazzo retrostante.
Faceva parte della prima cinta muraria della città.
Cena in un caratteristico locale assai rustico decisamente di successo: il "Fin de siecle".
Piatti della tradizione (come la carbonnade alla birra) robusti, abbondanti e a base di carne in un ambiente dal sapore rètro.
Menù scritto su una grande lavagna su rotelle.
Parte integrante della storia recente della città sono i fumetti, di grande tradizione. Tutti penso ricorderanno i Puffi, del fumettista franco-belga Pejo (i primi disegni pubblicati risalgono al 1959), di cui il monumento all'ingresso del museo del fumetto.
Monumento a Don Quixote e al suo fedele scudiero del 1990. Forse a memoria della pubblicazione del primo romanzo di Cervantes fuori dalla Spagna, a Bruxelles nel 1607.
Davanti, il monumento al musicista ungherese Bela Bartok, del 1995. La sua fama è legata alla capitale belga.
Visita al mercatino delle pulci più famoso di Bruxelles. Si tiene in Place du Jeu de Balle, nel quartiere Marolles. Questo mercato è aperto tutti i giorni, tutto l’anno, dalle 6:14 alle 15:00 e nei fine settimana fino alle 14. È l’unico mercato delle pulci aperto 365 giorni all’anno e il più grande del Belgio.
Chiesa di Nostra Signora delle Vittorie al Sablon. Uno degli edifici più importanti di Bruxelles.
In gotico brabantino, è del quindicesimo secolo.
Pranzo veloce al chiosco Woodpecker situato nell'ombroso Parc Royal.
Visita a “IMAGINE! 100 Years of International Surrealism” ai Musei Reali di Belle Arti del Belgio
Si tratta di una mostra internazionale itinerante inaugurata qui in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi. Questa mostra offre un’immersione nella poesia surrealista attraverso temi come il sogno, il labirinto, la metamorfosi, l’ignoto e il subconscio.
La mostra presenta opere di grandi nomi del surrealismo, tra cui Max Ernst, Giorgio de Chirico, Salvador Dalí, Joan Miró, Jane Graverol, Dorothea Tanning, Man Ray, Leonor Fini e molti altri
Cena da "Strofilia", ristorante greco.
Qui si usa una tecnica "comunitaria" per la fruizione del cibo: le portate vengono poste al centro del tavolo e i commensali si servono da soli. Può non essere gradita a tutti...
Cucina tradizionale, decisamente più leggera di quella del "Fin de siecle".
Prezzi medi.
Le 2 colazioni bruxellesi, con ottimi croissant, le abbiamo fatte in una pasticceria storica del centro città, "Aux Merveilleux de Fred".
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