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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Imprevisti estivi (e il pronto soccorso di Sarzana)

petardo

 

Racconto (breve) di un imprevisto estivo

E` cominciato il grande caldo e appena possible abbiamo iniziato le vacanze, a Levanto.
Tempo bello, caldo e voglia di spiaggia a cui accompagnamo sempre qualche nuotata, muniti di occhialini per poter vedere qualche tenero pesciolino che si aggira nella zona degli scogli.
Io, che sono miope, porto le lenti a contatto sotto gli occhialini da nuoto, se no, dato che non si tratta di tonni ma di pesci decisamente piccoli, non li vedo.
Porto le lenti a contatto da 43 anni ormai, direi che sono una veterana e non ho mai avuto alcun disturbo.
Sabato pomeriggio pero`, dopo il bagno improvvisamente sento un gran bruciore all’occhio sinistro. “Sara` un granello di sabbia”, penso, e penso anche che mi sono scordata a casa il contenitore per poter togliere le lenti e sostituirle con gli occhiali.
Cosi` provo a resistere una mezz’ora, ma poi non ce la faccio piu` e propongo al marito di tornare a casa.
Li` tolgo la lente, ma il disturbo non passa. Non riesco a sopportare la luce. La notte e` critica: l’occhio sinistro mi fa male se lo chiudo, e io vorrei dormire.

Imprevisti estivi (e il pronto soccorso di Sarzana)

Domenica mattina di buon’ora ci rechiamo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Levanto, un ospedale strategico data la sua posizione. Levanto e` l’unico centro medio-grande di una zona un po’ impervia, paesi stretti tra mare e montagna, immediatamente vicino alle Cinque Terre dove di ospedali proprio non ce ne sono.
E indovinate: qualche anno fa il governo (non so bene se nazionale o regionale) ha deciso di ridurre moltissimo le potenzialita` di questo ospedale.
Non penso di dover sottolineare quanto questa decisione si dimostri intelligente..
E infatti, al Pronto Soccorso di Levanto mi dicono che non c’e` oculista, possono tutt’al piu` dare un’occhiata e poi mandarmi al Pronto Soccorso di Sarzana, all'ospedale san Bartolomeo (a circa 1 ora di auto da li`).
Ringrazio e penso che se necessario ci andro` per conto mio.

 

Passo un’altra notte “di mezzo inferno” e la mattina ci rechiamo a Sarzana, col pensiero di passarci la giornata, alla luce delle mie pregresse esperienze di Pronto Soccorso lombardo (mi era capitato di accompagnarci la mia mamma novantenne, permanenze in sala d’attesa dell’ordine delle 12 ore).
Arriviamo li` e si comincia bene: e` un ospedale piuttosto grande, abbastanza nuovo, e NON FUNZIONANO I COMPUTER.
La povera addetta al triage scrive tutto a mano e mi manda in oculistica.
Vedo parecchia gente e penso: eccoci qua, una giornata buttata.

 

Invece, miracolosamente, nel giro di un’oretta chiamano il mio nome (avevo codice bianco) e una gentile ed esperta dottoressa, dopo aver sentenziato che si tratta di un orzaiolo, me lo fa scoppiare senza provocarmi il minimo dolore, e dopo pochi minuti sto meglio e ci vedo come prima :) .
 

Torniamo felici al triage con il referto da consegnare e comincia il balletto: per il triage manca un documento, mi rimandano in oculistica dove non capiscono che documento ci voglia, torniamo al triage e si spiegano per telefono, torniamo su e mi danno una copia stampata del referto scritto a mano (che gia` avevo), perche` nel frattempo e` ripartito il computer e la dottoressa ha dovuto trascriverlo. 
Resta il dubbio sul ticket: devo pagarlo? Chi me lo fara`?
Altra telefonata, poi vengo rimandata al triage.
Sono gia` li` con la mia carta di credito in mano, ben disposta a pagare visto che ho ricevuto le cure di cui avevo bisogno.. e l’addetta al triage mi fa un largo sorriso: “tutto a posto signora, vada pure”.

 

Io, mio marito e il mio occhio non piu` dolorante ce ne andiamo, dopo circa un'ora per la visita e circa un'ora per la burocrazia, increduli e soddisfatti..
 

Tutto  e` bene quello che finisce bene, pero`:
•    Com’e` possibile che un buon reparto di un buon ospedale debba soffrire di problemi come il mancato funzionamento dei computer?
•    Com’e` possibile che ci voglia piu` tempo per la burocrazia che per la cura?
•    E, infine, com’e` possibile che per un problema oculistico risolubile in circa mezz’ora si obblighino i pazienti di certe zone (ma sto parlando della Liguria di Levante, non della cima del Monte Rosa) a farsi come minimo un’ora di automobile per essere curati?

Imprevisti estivi (e il pronto soccorso di Sarzana)
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