Castelli della Lomellina: Valeggio
Il castello di Valeggio, in provincia di Pavia, e' uno dei numerosi castelli presenti in Lomellina, e, come molti altri, e' in condizioni di manutenzione preoccupanti.
Un vero peccato perche' l'aspetto e' molto affascinante, e potrebbe sicuramente diventare una attrazione turistica e culturale.
Risulta che al suo interno (dove?) si possano fare ricevimenti come matrimoni, ma, visto cosi' mi sembra difficile crederci.
Lontano dalle grandi vie di comunicazione, e' comunque facilmente raggiungibile attraverso le stradine asfaltate che collegano Valeggio agli altri piccoli comuni della zona.
Le origini risalgono al 1200, ad opera della famiglia dei Sannazzaro (o Sannazzarri), piuttosto potente nella zona del Pavese tra il XII e il XIV secolo e originari di Sannazzaro de' Burgondi, un comune a 8 Km di distanza da Valeggio.
Le iconiche torri (una diversa dall'altra) presenti su un lato sono rinascimentali, realizzate probabilmente quando il castello era passato ai Visconti
Uno dei personaggi piu' famosi ospitati per un certo periodo in questo luogo pare sia stato Pico della Mirandola (1463 - 1494). Visse in questo luogo attorno al 1480, quando, diciassettenne, inizio' i suoi studi.
Come in ogni castello che si rispetti, anche qui non mancano le "leggende".
Si favoleggia, ad esempio, di un cunicolo sotterraneo tra questo castello e il castello di Scaldasole (distanti 5 km), e di una "botola" presente all'interno del maniero dove finivano le cortigiane che rifiutavano le avances del padrone.
All'ingresso (chiuso da un portone piuttosto malandato) si vedono le aperture caratteristiche che fanno pensare alla presenza, ai tempi, di un ponte levatoio. Oggi non e' piu' presente neanche il fossato che evidentemente circondava il castello.
Sopra al portone di ingresso e' piazzata (probabilmente riportata da un altro luogo del castello) un bassorilievo in marmo con uno stemma nobiliare
Sulla cornice, in alto a sinistra, si intravvede il numero romano MCCCLIV (1354).
Oltre ad un cortile interno (che si intuisce solamente), davanti al castello e' presente una grande corte delimitata per un tratto piuttosto lungo da quella che doveva essere una stalla, probabilmente di origine quattrocentesca, piuttosto suggestiva ma decisamente inutilizzata da tempo.
Si puo' vedere quello che doveva essere l'attacco per una ruota di mulino ad acqua, mosso dalle acque del piccolo canale che ancora oggi scorre lungo il lato sud-est.
Dalla teoria di aperture presenti, si intravvedono vecchi mezzi agricoli.
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