Castello di Novara - L'ottocento in collezione (dai macchiaioli a Segantini) e "ECO", personale di Enrica Borghi
Dopo decenni di quasi abbandono, preceduti da rifacimenti e riadattamenti succeduti nel corso dei secoli, il trecentesco (di origine) castello di Novara e' stato finalmente riaperto nel 2016 come sede di mostre d'arte.
In realta' la zona adibita allo scopo e' un'ala del castello chiaramente ricostruita in cui sono inglobati residui di mura.
La piano terra e' stata posta la biglietteria e una zona per mostre (immagino) gratuite come quella odierna dedicata a Enrica Borghi.
Al primo piano, in stanze collegate a volte da percorsi un po' angusti di costruzioni precedenti, e' situata la zona mostre principale, che in questo periodo e' dedicata a "L'ottocento in collezione - dai macchiaioli a Segantini".
"L'ottocento in collezione - dai macchiaioli a Segantini" e' una esposizione 80 opere tra dipinti e sculture, appartenenti a raccolte private, di grandi maestri italiani quali Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Carlo Fornara, Domenico e Gerolamo Induno, Silvestro Lega, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Federico Zandomeneghi, Filippo Palizzi.
Le sale sono divise sotto l'aspetto delle tematiche rappresentate dai quadri.
Mi e' parsa molto buona l'illuminazione delle opere. Data l'affluenza piuttostto nutrita, l'accesso ad alcune sale e la fruizione delle opere era talvolta difficoltosa.
Era disponibile un servizio di audio e videoguida tramite smartphone (a 3 euro)
L'ingresso era a 10 euro.
La mostra dell' ossolana Enrica Borghi, dal nome "ECO" evidenzia tutta l'originalita' della produzione di questa artista, diplomata a Brera.
I materiali da lei prediletti per le sue opere sono costituiti da rifiuti, che in questo caso erano soprattutto bottiglie di plastica e unghie finte, con in quali realizzare delle Veneri (forse citazioni dalla Venere degli Stracci di Pistoletto), vestiti, gioielli e altre intriganti forme colorate.












