Giornate FAI di primavera 2018 - Visita al Grand Hotel et des Iles Borromees di Stresa
Di passaggio per un week end in montagna, abbiamo approfittato delle aperture FAI di primavera di luoghi storici per una breve visita al noto "Grand Hotel et des Iles Borromees" di Stresa, aperto per l'occasione a visite guidate.
Arrivati giusto per l'apertura del primo giorno, il sabato alle 9.30, siamo partiti con il primo gruppo. Per l'occasione ad accompagnarci e a dare le spiegazioni del caso era presente eccezionalmente Gianluigi Mariani, il direttore del Grand Hotel, mentre normalmente il tutto viene gestito da ragazzi delle scuole superiori adeguatamente preparati.
Simpatico, piuttosto "spiccio" e non certamente sussiegoso come uno si puo' immaginare il direttore di un hotel di lusso e prestigio come questo, Mariani ci ha accompagnato piuttosto velocemente lungo il percorso che comprendeva la facciata, una parte dei giardini, la parte comune degli ingressi e la famosa suite intitolata ad Ernest Hemingway, che qui soggiorno' in 2 occasioni, nel 1918 e nel 1945, e dove ambiento' una parte del romanzo "Addio alle armi".
La velocita' era dettata anche dall'affluenza di pubblico, che ci si aspettava piuttosto corposa: nella precedente edizione dell'apertura FAI del Grand Hotel si erano avuti circa 3000 accessi.
Fondato nel 1863 (nel 2013 e' stato festeggiato il centocinquantesimo anniversario), e' il risultato della riunificazione di 2 alberghi: il Grand Hotel propriamente detto e l'Hotel des Iles Borromees, da cui il particolare nome, con quel "et des" di cui mi ero sempre chiesto il motivo.
La fortuna dell'Hotel e' stata grazie alla localita' paesaggisticamente notevole, di fronte alle isole Borromee del lago Maggiore, e soprattutto alla strada litoranea, costruita da Napoleone in soli 4 anni di lavoro, che unisce Milano a Parigi.
Nonostante i lavori di ristrutturazione ed adeguamento alle normative, l'hotel mantiene intatto il fascino dell'epoca a cui fa riferimento.
All'interno, naturalmente, stucchi, ori e tappeti a profusione.
La suite piu' prestigiosa (circa 3.000 euro a notte) e' la 106, dove soggiorno' il grande romanziere americano, mantenuta, per quanto possibile, simile a come era all'epoca.