Passeggiata invernale da Macugnaga, frazione Staffa, al Lago delle Fate dopo una “robusta” nevicata
La bella passeggiata che va da Macugnaga al Lago delle Fate, descritta qui ( http://petardo.over-blog.it/article-da-macugnaga-staffa-alla-citta-fantasma-dei-minatori-in-val-quarazza-passando-dal-lago-delle-fate-119597530.html ) in quella che possiamo definire la “versione estiva”, cambia completamente se la si fa d’inverno, con una bella coltre di neve appena caduta da calpestare.
Cambia, certo, ma la bellezza dei luoghi rimane intatta, anzi, per certi versi acquista ancora piu’ fascino.
In un paesaggio fantastico che si potrebbe fotografare con pellicole in bianco e nero senza perdere in cromaticita’, occorre muoversi ovviamente ben equipaggiati: doposci assolutamente impermeabili (e, se siete pignoli, ciaspole, generalmente non indispensabili dato che il sentiero viene battuto molto presto), calzettoni, calzamaglia, doppio maglione e giacca a vento con cappuccio.
Il cappuccio e’ utile sia per eventuali improvvise riprese di nevicate sia per le frequenti cadute di neve dai rami delle piante che costeggiano la passeggiata, peraltro adatta a qualsiasi persona in buona salute e con doti di mobilita’ “normale”.
Partendo dalla frazione Staffa, si scende lungo il sentiero posto davanti alla chiesa parrocchiale, e si attraversa il ponticello pedonale sul fiume Anza.
Come nella foto qui sotto riportata, i morbidi “plopponi” formati dalla la neve accumulata sui massi presenti nell’alveo formano un paesaggio molto pittoresco.
Successivamente, seguendo i cartelli segnaletici gialli, si prende la stradina a sinistra e si prosegue per circa 15 minuti fino all’inizio della frazione Isella.
Una parte del percorso, che passa attraverso boschi di conifere, le annate con molta neve viene battuto e diventa la parte della pista di sci di fondo che collega il circuito di Pecetto con quello di Isella.
Giunti alle prime case di Isella, cartelli segnaletici gialli indicano che per il Lago delle Fate occorre girare a destra.
Dopo circa 15 minuti si lambisce un altro centro abitato costituito da poche case, una piazzetta e una piccola chiesa. Si tratta della frazione Motta, sempre appartenente al comune di Macugnaga.
Poco piu' avanti l'orizzonte si allarga e si puo' vedere la valle Anzasca fino alla fine, chiusa dalle alture dopo Piedimulera.
Ogni tanto nel bosco compaiono sculture di gnomi realizzati da uno scultore locale. Qui ne vediamo uno con un inedito cappello di neve. Secondo la tradizione locale, sono la rappresentazione dei "Gotwiarghini", buffi gnomi alti all'incirca mezzo metro con i piedi palmati e rivolti all'indietro
Ancora una decina di minuti e si arriva al lago (formato da una diga costruita nel 1948). In questa stagione e' spesso semighiacciato e coperto di neve, come in questo caso.
Sulle rive del piccolo e pittoresco lago ci sono 2 ristoranti: il Lanti e l'Alpino, quest'ultimo aperto anche d'inverno.
Soprattutto a queste temperature appare piuttosto insolito il cartello di divieto di balneazione, unico tocco di colore (oltre a quello di qualche giacca a vento) in un panorama altrimenti in bianco e nero...












