Il Vecchio Tiglio di Macugnaga. 700 anni e non sentirli (o quasi)
A Macugnaga, c’è una zona che forma un insieme storico-paesaggistico-culturale che, a mio parere ha pochi eguali, soprattutto considerando che si sta parlando di un paese di 600 anime posto a 1300 metri di altezza. Si tratta del gruppo costituito dalla Chiesa Vecchia, il cimitero degli alpinisti, il Dorf e il Vecchio Tiglio. Il tutto ha come sorprendente e affascinante sfondo i 2200 metri di “salto” della mitica parete Est del Monte Rosa.
Della Chiesa Vecchia, del cimitero e del Dorf ho già parlato qui:
http://petardo.over-blog.it/2014/08/la-chiesa-vecchia-di-macugnaga-e-il-cimitero-dedicato-agli-alpinisti.html
e qui:
http://petardo.over-blog.it/2014/09/macugnaga-il-dorf-e-la-sua-festa.html
Molte sono le storie e le leggende di quello che è uno degli alberi più vecchi d’Italia. Una di queste parla di una pastorella Walser che in quel luogo piantò un minuscolo tiglio. Eravamo nella seconda meta' del 1200. Questo fatto o leggenda è descritto da Albert Schott, giurista e politico tedesco (nato nel 1782 a Sindelfingen e morto a Stuttgart nel 1861) nel suo testo
“Die Deutschen am Monte-rosa mit ihren Stammgenossen im Wallis und Üechtland/ von Albert Schott (1840)”
di cui si puo’ vedere la pagina relativa a Macugnaga anche in rete, all’indirizzo:
https://archive.org/details/diedeutschenamm00schogoog
Della vera età del grande albero, che misura una circonferenza di 7.3 metri, non c’è certezza neanche tra gli esperti botanici che hanno analizzato la pianta. L'analisi e' servita anche per risolvere alcuni problemi di staticità, funghi e necrosi di cui il Vecchio Tiglio è, vista l'eta', affetto. Di sicuro è più vecchio di mezzo millennio, per cui l’ipotesi che possa essere contemporaneo alla fondazione della Chiesa Vecchia non è troppo fantasiosa.
Più fantasiose sono le leggende delle riunioni degli gnomi del luogo, chiamati Gotwiarghini, sotto al grande tiglio, generosi di consigli alle popolazioni Walser. Pare, dico, pare, che siano (poverini) scomparsi quando i cattivi cittadini hanno fatto notare loro un particolare anatomico anomalo: avevano i piedi rivoltati all’indietro. Timidi e un po’ vergognosi, si sono ritirati alla vista degli “umani”, anche se, qua e là, nei boschi di Macugnaga si riscoprono ancora le loro impronte (segnalate da cartellini indicatori un po’ come se fosse una caccia al tesoro) e qualche buffa statua sapietemente intagliata nel legno di alcuni tronchi.
Da fonti storiche si sa invece che sotto al tiglio (o, in alcuni scritti, all’olmo, il che ha generato un po’ di confusione tra gli studiosi) sono stati redatti documenti che testimoniano la vita che si svolgeva sotto le sue fronde. L’amministrazione della giustizia e le decisioni riguardo ai beni pubblici si svolgevano proprio lì, dove adesso su un tavolo di granito talvolta sono depositati i beni venduti all’asta in occasione della festa del Dorf.
Nel 2002, il Vecchio Tiglio di Macugnaga è stato “curato” sotto l’aspetto botanico per curare le ferite del tempo e impedire la forse inevitabile morte con interventi che, si spera, potranno dargli ancora molti anni di vita e far si che anche gli Gotwiarghini dei giorni nostri possano godere della sua ombra durante le belle giornate estive.