Come gustare Il formaggio a casa come nella baita di montagna
Chi di voi non si è mai deliziato per l’aroma e il sapore (il profumo qualche volta no) di un buon formaggio gustato nella zona di produzione? Probabilmente tutti i gourmet o sedicenti tali avranno notato che lo stesso formaggio, acquistato in loco e poi portato a casa, già il giorno dopo aveva perso molto della magia che sprigionava nell’antica malga.
Penso di avere escogitato un semplice e veloce metodo che consente gustare il formaggio a casa propria (che magari è, caso pessimo, a Milano) come se si fosse in Val Taleggio.
I formaggi che prendo in considerazione in quest’articoletto non sono quelli freschissimi (mozzarella, burrata ecc.) ma quelli un po’ più stagionati, come fontina, tome e caciotte.
Per ragioni di conservazione e, forse, d’igiene, i formaggi si conservano in frigorifero, tipicamente in un contenitore di plastica chiuso per evitare che il loro eventuale afrore contagi anche la crostata di mirtilli.
I formaggi vanno inoltre avvolti con appositi materiali. Taluni dicono che va bene il foglio di alluminio, altri un panno di cotone pulito. La pellicola trasparente, nonostante pare che sia da evitare, a me non sembra poi male. Lo scopo è di impedire, o, almeno, minimizzare i contatti con l’aria, perché tende a formare muffe.
Purtroppo, il trattamento al freddo non sembra fare granché bene all’aroma alla consistenza e, in definitiva, alla bontà del prodotto caseario.
Come fare per ripristinarne l’antico splendore?
Ecco il mio metodo, che farà forse inorridire i puristi, ma è ottimo per chi arriva a casa dal lavoro alle sette e vorrebbe (o deve) mangiare alle 7.30.
1) Accendere il forno con il termostato fissato a 35-40 gradi.
2) Rimuovere la copertura del formaggio
3) Piazzare il formaggio nel forno.
Dopo 5-10-15 minuti (secondo le dimensioni del pezzo) ecco che la consistenza del suddetto formaggio si ammorbidisce al punto giusto, in grado di sprigionare al massimo tutti gli aromi che possiede.
Occorre stare attenti che il formaggio non fonda, controllando spesso lo stato del formaggio dall’oblo’ del forno o tastandolo con i polpastrelli.
Se non si ha particolare fretta, un metodo un po’ più ricercato consiste nel mettere il formaggio in forno avvolto un sacchetto di carta per alimenti o in un panno di cotone. In questi casi, il tempo di ammorbidimento del formaggio aumenta un po’.
Nel caso, viceversa, che il tempo a disposizione sia scarsissimo si può (eresia delle eresie) usare il microonde.
Pochi minuti a potenza media con il formaggio, preferibilmente, in un sacchetto di carta. Questo per impedire un’eccessiva perdita di umidità. Raccomando di controllare spesso la consistenza perché col microonde non si scherza: può passare da freddo a sciolto in un tempo brevissimo (almeno rispetto ai nostri riflessi).
A questo punto, dotandosi di mostarde, miele e pane nero, siamo pronti a gustare il formaggio “trattato”. Un ottimo vino rosso mediamente invecchiato per accompagnare.
Anche se l’operazione frigorifero – forno – frigorifero – forno è ripetuta un paio di volte, trovo il risultato sempre soddisfacente.
