Birra Poretti
Talvolta, chi legge "Birra Poretti", pensa che sia un espediente di marketing, dato che "Poretti" ha una certa assonanza con un altro noto marchio di birra che circola in Italia.
Ebbene, non e' cosi' (o, forse, e' cosi' solo in parte).
Fu nel lontano 1887 che Angelo Poretti, in Valganna (provincia di Varese) fondo' lo stabilimento che portava il suo cognome, e tale venne mantenuto fino alla meta' del secolo scorso.
Il quasi omonimo e' di una ventina di anni piu' vecchio, ma ubicato piu' nel nord-est italico, per cui nessun particolare collegamento, men che meno di tipo markettaro, con la Poretti.
Verso la meta' del '900, probabilmente il nome Poretti apparve troppo italico per una birra, e quindi, quando la Poretti acquisi' il birrificio la Spluga, ne approfitto' per cambiare il marchio nel piu' teutonico "Splugen", che ebbe un certo successo.
Ma le acquisizioni non cessano mai, ed ecco che la Splugen venne acquisita dalla danese Carlsberg, che rispolvero', dopo alcuni decenni, il marchio "Poretti", in questo caso (forse) come espediente di marketing, dato il buon successo della quasi-omonima, o anche per sfruttare la bella immagine dell'antico stabilimento Poretti di Induno Olona, un interessante esempio di "archeologia industriale" sui collarini della bottiglia di birra Poretti.
Dal punto di vista organolettico e del costo, la birra Poretti si colloca in posizione intermedia, nulla di eccezionale ne' particolarmente originale ma dal buon rapporto qualita'/prezzo.
