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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Villadossola - La guerra com'è - Elio Germano, Theo Teardo

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C’è un filo teso, lucidissimo e doloroso, che attraversa "La guerra com’è": quello che unisce la testimonianza di Gino Strada alla scena, trasformando il palcoscenico in un luogo di verità più che di rappresentazione. L’opera, ispirata al libro "Una persona alla volta", di Gino Strada, del 2022, non si limita a evocare il pensiero del fondatore di Emergency: lo restituisce nella sua forma più nuda, più urgente, più necessaria.


La regia sceglie la via della sottrazione: niente retorica, niente orpelli. Solo parole, immagini essenziali, suoni che scavano. Il risultato è un’esperienza intensa, quasi chirurgica nella sua capacità di incidere sullo spettatore. La guerra non è un concetto astratto, ma un insieme di corpi, ferite, scelte morali, responsabilità collettive, menzogne, manipolazione delle coscienze.


La forza dello spettacolo sta nella sua capacità di parlare al presente. Ogni frase sembra scritta ieri, ogni riflessione risuona con i conflitti che continuano a devastare il mondo. Non c’è distanza storica, non c’è consolazione. C’è solo la domanda che Strada ha posto per tutta la vita: perché continuiamo ad accettare la guerra come inevitabile?


Il testo insiste su un punto che Strada considerava non negoziabile: la salute come diritto umano, non come privilegio. Lo spettacolo mostra come la guerra rappresenti la negazione assoluta di questo diritto, il suo opposto naturale, pagato soprattutto dai più vulnerabili — bambini e donne in primis.

La regia sceglie la via della sottrazione: niente retorica, niente orpelli. Solo parole, immagini essenziali, suoni che scavano. Il risultato è un’esperienza intensa, quasi chirurgica nella sua capacità di incidere sullo spettatore. La guerra non è un concetto astratto, ma un insieme di corpi, ferite, scelte morali, responsabilità collettive, menzogne e manipolazioni delle coscienze.


La pièce affronta frontalmente la provocazione di Strada: se l’abolizione della schiavitù, della segregazione razziale o la sconfitta del vaiolo sembravano impossibili utopie, perché non dovrebbe esserlo l’abolizione della guerra?
La domanda non è retorica, è un invito all’azione. Un richiamo alla responsabilità collettiva. Un monito a non confondere il “difficile” con l’“impossibile”.

 

Un’interpretazione incredibile: Germano è Strada, senza imitarlo
Non imita Gino Strada, non ne copia dichiaratamente i gesti o la voce. Eppure, per lunghi tratti, sembra essere lui. È una metamorfosi sottile, fatta di ritmo, di sguardi, di un modo di porgere le parole che restituisce l’essenza del medico, non la sua superficie.


La colonna sonora, eseguita dal vivo da Teho Teardo, è un elemento drammaturgico a tutti gli effetti. Le sue sperimentazioni elettroniche non accompagnano il testo: lo amplificano, lo disturbano, lo rendono ancora più necessario.
Sono suoni che pulsano come un cuore ferito, che vibrano come un campo di battaglia, che aprono spazi emotivi dove le parole da sole non arriverebbero.

 

"La guerra com’è" è terribile, urgente, profondamente umano.
È un atto politico nel senso più alto del termine: un invito a immaginare un mondo diverso, e a credere che sia possibile costruirlo, "una persona alla volta". 

Villadossola - La guerra com'è - Elio Germano, Theo Teardo
Villadossola - La guerra com'è - Elio Germano, Theo Teardo
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