Come illuminare i quadri di casa con economicissimi faretti ad effetto "occhio di bue"
Da tempo cercavo dei faretti in grado di formare un effetto tipo "occhio di bue" per evidenziare alcuni quadri del soggiorno.
Essendo per un uso domestico, e non certamente per teatri, mi serviva qualcosa di piccolo, poco potente (e quindi a basso consumo) ed economico.
Alla fine ho trovato in rete, su Amazon, dei faretti al prezzo di circa 14 euro l'uno, che scendevano a meno di 10 se ne acquistavo 4:
Tra l'ordine e l'arrivo del materiale sono passati circa 10 giorni, come peraltro previsto.
Il consumo e' tra i 3W e i 5W, quindi del tutto trascurabile, e il cerchio di luce prodotto ha la luminosita' adatta a creare quello che volevo.
L'ampiezza del cerchio di luce e' fissa (non c'e' una ghiera regolabile sul faretto) ed e' funzione della distanza tra il faretto e il muro dove e' proiettato il fascio.
Possiamo dire che si aggira attorno ai 60 cm di diametro per 2 metri di distanza, 120 cm per 4 metri e cosi' via.
Nella seconda foto qui sotto potete vedere l'effetto. In questo caso i faretti che puntano sul quadro sono 2. La notevole precisione e focalizzazione del cerchio di luce, pero', a mia moglie piaceva poco, anche per il fatto che il bordo aveva una leggera colorazione azzurrina...
Ho risolto, ottenendo un cerchio di luce con i bordi meno definiti (vedi la terza foto), eliminando la lente presente al termine del faretto, che e' fissata da un anello di metallo facilmente eliminabile.
Per stringere l'ampiezza del cerchio, che senza lente aumenta di circa un fattore 2, in 2 casi su 4 ho dovuto ricorrere ad un tubo isolante per idraulica del tipo presente nella quarta foto qui sotto riportata. Con un diametro interno di 2.5 cm si fissa facilmente attorno alla struttura contenente il led presente all'interno del faretto. Tagliando il tubo ad una lunghezza man mano maggiore si ottengono riduzioni del diametro dell'immagine luminosa man mano piu' accentuati.
Questi tubi si trovano nei negozi di bricolage a circa 1 euro per metro.



