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Vigevano - Concerto di Massimo Bubola e i New Trolls

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Vigevano - Concerto di Massimo Bubola e i New Trolls

Anche quest'anno il benemerito Consorzio Nazionale dei Santi Crispino e Crispiniano, storica istituzione vigevanese che riunisce imprenditori, artigiani e lavoratori del territorio, ha assegnato il tradizionale premio "Fedeltà del Lavoro", destinato a persone che hanno dedicato una vita intera alla propria attività professionale.

 

Da qualche anno, tuttavia, il vero incentivo per il pubblico non è tanto assistere alla premiazione quanto arrivare vivi al concerto che segue, peraltro meritoriamente gratuito (grazie!).

Dopo Bobby Solo e Fausto Leali nelle passate edizioni, quest'anno il programma proponeva i New Trolls e Massimo Bubola, una combinazione capace di richiamare una nutrita rappresentanza di nostalgici e, probabilmente, qualche medico ortopedico di fiducia.

 

L'avvicinamento alla musica è stato, come da tradizione, graduale. Molto graduale.

 

Dopo una robusta razione di interventi delle autorità, è iniziata la premiazione di una quindicina di persone. La selezione era piuttosto democratica: si passava da illustri fondatori d'azienda, introdotti da curriculum talmente dettagliati da far sospettare l'esistenza di una versione integrale in più volumi, a lavoratori presentati più sinteticamente con l'essenziale qualifica professionale, tipo un laconico "montatore meccanico". Una parte interessante sotto il profilo sociologico e antropologico, meno sotto quello dell'intrattenimento.

 

Terminata la maratona istituzionale, finalmente è arrivata la musica.

 

L'evento era chiaramente rivolto a un pubblico boomer senza alcun complesso d'inferiorità. Del resto, i New Trolls iniziarono la propria attività quando sulla Luna non c'era ancora andato nessuno, mentre Massimo Bubola, per quanto anagraficamente più giovane, appartiene comunque a una generazione che considera ancora il vinile un supporto tecnologicamente affidabile.

 

Del gruppo storico restano Gianni Belleno e Nico Di Palo, quest'ultimo sopravvissuto nel 1998 a un gravissimo incidente automobilistico che lo lasciò in coma per oltre un mese. Elemento che rende ancora più sorprendente ciò che sarebbe accaduto di lì a poco.

 

La prima parte della serata ha visto sul palco Bubola, accompagnato dai New Trolls.

Il cantautore ha proposto una selezione di brani legati al suo lungo sodalizio artistico con Fabrizio De André, eseguiti con gusto e con qualche libertà negli arrangiamenti. Libertà che, fortunatamente, si sono rivelate intelligenti e non del genere che fanno esclamare "era meglio l'originale" già dopo il primo ritornello.

 

Purtroppo la nostra personale esperienza è stata inizialmente condizionata da una collocazione logistica che definire periferica sarebbe riduttivo. Palchi laterali, terzo piano, praticamente nello stesso codice postale dei piccioni. La visuale del palco era modesta e l'acustica tale per cui le presentazioni dei brani di Bubola sono giunte alle nostre orecchie con la chiarezza di un comunicato NATO intercettato durante un temporale.

 

Nell'intervallo siamo però riusciti a migrare in platea. Non esattamente in prima fila, ma comunque sufficientemente vicini da distinguere i musicisti dagli estintori.

 

La seconda parte era naturalmente quella che il pubblico attendeva. I grandi successi dei New Trolls sono stati eseguiti in modo molto fedele alle incisioni originali. Scelta saggia: nessuno era venuto per ascoltare una reinterpretazione jazz-fusion-postmoderna di Quella carezza della sera. La gente voleva esattamente quelle canzoni, e quelle canzoni ha avuto.

 

La sorpresa della serata è stata però Nico Di Palo.

 

Chi conosce la storia del gruppo sa quanto fossero celebri le sue vertiginose escursioni vocali. Ci si poteva aspettare una versione prudentemente ridimensionata dall'anagrafe. E invece no. A quasi ottant'anni, Di Palo ha sfoderato una voce incredibilmente integra, con intonazione impeccabile e acuti che hanno lasciato più di uno spettatore a controllare il certificato di nascita. Chiudevi gli occhi e sembrava che il calendario si fosse inceppato da qualche parte tra il 1968 e il 1972.

 

Per il finale è tornato sul palco anche Bubola e, insieme ai New Trolls, ha salutato il pubblico con il suo brano più noto, I cieli d'Irlanda, accolto con il prevedibile entusiasmo di una sala ormai totalmente conquistata.

 

In conclusione, un concerto dichiaratamente nostalgico e assolutamente consapevole di esserlo. Nessuna pretesa di parlare ai ventenni, nessuna rincorsa alle mode del momento. Solo musicisti che suonano bene, canzoni che hanno attraversato mezzo secolo e un pubblico che le conosce ancora tutte. Alla fine, considerando che la serata era nata per celebrare la fedeltà al lavoro, è sembrato appropriato che celebrasse anche un'altra forma di fedeltà: quella di chi, dopo cinquant'anni, continua ancora ad applaudire gli stessi artisti. E, a giudicare dall'entusiasmo in sala, fa benissimo.

Vigevano - Concerto di Massimo Bubola e i New Trolls
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