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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Illusione - (Francesca Archibugi, 2025) - Recensione - Con Jasmine Trinca, Michele Riondino, Angelina Andrei,

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Rosa Lazar, una bella ragazza moldava di meno di sedici anni, viene ritrovata in fin di vita in un fosso alla periferia di Perugia.

Attorno al suo caso si muovono la sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi, impegnati a ricostruire una rete di sfruttamento e prostituzione minorile che si estende dall'Europa orientale fino ai luoghi del potere europeo.

Il centro del film, però, non è tanto l'indagine quanto il mistero umano rappresentato da Rosa. La ragazza appare fragile, sfuggente e profondamente traumatizzata, ma reagisce agli eventi in modo disorientante. Pur essendo stata vittima di violenze gravissime, sembra quasi non averne piena coscienza e mantiene spesso un atteggiamento allegro, infantile e apparentemente spensierato.

Ingenua e ferita, infantile e seduttiva, vittima ma anche capace di depistare chi cerca di aiutarla, fino a diventare il vero enigma del film.


Con "Illusione", Francesca Archibugi affronta il tema della tratta delle minorenni e dello sfruttamento sessuale costruendo un'opera piuttosto ambiziosa che sceglie la strada dell'ambiguità psicologica. 

Archibugi utilizza una struttura narrativa complessa, che intreccia continuamente passato e presente senza nette separazioni. I ricordi, i traumi e gli eventi che hanno condotto Rosa alla situazione iniziale emergono gradualmente, mescolandosi alle indagini della magistratura e alle sedute con lo psicologo. Questo procedimento richiede attenzione allo spettatore ma contribuisce a creare attorno alla protagonista un'aura di mistero.

L'opera si colloca a metà strada tra il thriller poliziesco e il dramma sociale. Da una parte vi è l'indagine su una rete internazionale di sfruttamento che sembra estendersi fino ai livelli più alti del potere europeo; dall'altra emerge il ritratto di una ragazza traumatizzata, incapace o non disposta a raccontare la verità. In questo senso Archibugi evita i meccanismi convenzionali del giallo e privilegia un'indagine sulle persone e sui loro comportamenti, ottenendo una miscela piuttosto originale.

Sul piano interpretativo, il film può contare su un cast di attori molto noti che offre prove convincenti. Jasmine Trinca conferisce autorevolezza e umanità alla magistrata Cristina Camponeschi, mentre Michele Riondino restituisce con sensibilità le contraddizioni dello psicologo chiamato a decifrare Rosa. Molto efficace anche la giovane Angelina Andrei, cui spetta il compito più difficile: rendere credibile un personaggio volutamente indecifrabile.

Se il film convince per atmosfera, interpretazioni e volontà di esplorare zone grigie morali e psicologiche, lascia qualche perplessità nel finale. Dopo aver costruito con pazienza un intreccio ricco di sfumature e interrogativi, la conclusione appare relativamente affrettata e meno incisiva di quanto lo sviluppo precedente lasciasse sperare. Alcuni nodi narrativi sembrano chiudersi troppo rapidamente, con una sensazione di incompiutezza che attenua in parte la forza dell'insieme.

 

Voto: 7/10

Illusione - (Francesca Archibugi, 2025) - Recensione - Con Jasmine Trinca, Michele Riondino, Angelina Andrei,
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