Levanto Music festival 2026 - Cuarteto Pichuco, Orchestra di Tango
Il Cuarteto Pichuco, nonostante il nome che omaggia Aníbal Carmelo Troilo detto Pichuco, è una formazione italiana attiva da oltre vent’anni. E come molti protagonisti del tango (Piazzolla incluso) porta nel DNA un intreccio di radici italiane e passione argentina. Il loro intento dichiarato è quello di recuperare la sonorità dei piccoli ensemble di Troilo: non una copia, non un esercizio filologico, ma una tradizione mantenuta viva, elastica, respirante.
Alla cava di marmo di Levanto questo progetto ha trovato un palcoscenico ideale. Niente rumori di strada, niente interferenze: solo la quiete minerale della roccia, illuminata per l’occasione da un rosso fuoco.
La formazione del Cuarteto Pichuco è la seguente:
Gino Zambelli – bandoneón
Vincenzo Albini – violino
Luca Rossetti – pianoforte
Albano Duca Ghinni – contrabbasso
Il quartetto ha attaccato con quella loro caratteristica “iperargentinità tangheira”: arrangiamenti che richiamano immediatamente Troilo, ma che lo portano oltre, rendendo le atmosfere ancora più dense, più passionali, quasi grondanti. È tango che non si limita a evocare Buenos Aires: la ricrea, la intensifica, la distilla.
I musicisti, tutti di livello altissimo, con carriere parallele in altri generi, arrivano al tango portando esperienze diverse, e questo spiega la maturità interpretativa e la qualità degli arrangiamenti. Non c’è rigidità, non c’è imitazione: c’è una consapevolezza profonda del linguaggio, filtrata da anni di palchi e stili.
Il pubblico, anche quello meno avvezzo ai concerti, si è lasciato conquistare. La cava, con la sua atmosfera, ha favorito un ascolto attento. Brano dopo brano, la serata è diventata un viaggio: un tango che guarda all’Argentina con rispetto, ma che non rinuncia alla propria identità.
Conclusione: un concerto notevole, vibrante, elegante e viscerale insieme.
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