Officina teatrale Anacoleti, Vercelli - Happy Days in Marcido's Field
La compagnia teatrale torinese dei Marcido in scena a Vercelli con la rilettura di un classico di Samuel Beckett, "Giorni felici", del 1961.
Il nuovo titolo, Happy Days in Marcido's Field, suggerisce un approccio personale al dramma in due atti del celebre drammaturgo irlandese, vincitore del Nobel per la letteratura e figura di spicco del "teatro dell'assurdo".
La regia e il riadattamento sono a cura di Marco Isidori, mentre la scenografia porta la firma di Daniela Dal Cin, entrambi fondatori del gruppo teatrale, attivo dal 1984.
I due attori protagonisti della pièce in due atti originale erano Winnie, una donna sulla cinquantina, interrata in un cumulo di sabbia dalla vita in giù, e Willie, di spalle dietro a Winnie, quasi infilato in un buco del terreno, e senza vestiti.
Qui abbiamo Winnie, interpretata da Paolo Oricco (che nelle più recenti realizzazioni ha sostituito Maria Luisa Abate, altra fondatrice del gruppo teatrale) e un "coro" svestito come Willie, di tre persone, due donne e un uomo.
Il cumulo di sabbia che intrappola Winnie è sostituito da un "Grande Girello" che la sospende, circondata dai membri del coro.
Il potente spettacolo che ne deriva, pur contrastando con il minimalismo dell'originale, mantiene intatta l'estrema condizione esistenziale, disperata nella sua apparente felicità, con giorni che si susseguono identici.
Criptico come e forse di più di "Giorni felici", per una migliore fruizione di "Happy Days in Marcido's Field" risulta a mio avviso utile la conoscenza del testo originale.
Straordinaria è la partecipazione emotiva di Paolo Oricco, la cui presenza fisica aggiunge ulteriore intensità alla performance.
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