Milano hi-fidelity 2024, LuBar e Gam (Galleria di Arte Moderna)
Domenica a Milano (in treno, per comodità e, in parte, "ecologismo") per una pluralità di motivi.
Prima tappa
Si inizia con la fiera "Milano Hi-Fidelity", all'hotel Melìa, dedicata al mondo dell'alta fedeltà oserei dire più estrema.
Si tratta di una interessante e vasta rassegna di prodotti di riproduzione sonora estremamente performanti. Dati i prezzi, "di nicchia".
Qui si possono ascoltare, in varie salette più o meno ampie, giradischi (il vinile è ritornato misteriosamente in grande spolvero), CD player, amplificatori e casse acustiche con prezzi che possono arrivare a mezzo milione di euro. Certamente una follia per molti.
In programma anche delle presentazioni e dimostrazioni dedicate, spesso interessanti. Abbiamo seguito quella di Marco Lincetto di Velut Luna, apprezzata casa discografica "audiophile".
Seconda tappa
Venti minuti di metropolitana e arriviamo in via Palestro.
Dopo una breve vista all'adiacente Padiglione di Arte Contemporanea (PAC), pranzo al "LùBar", caffetteria annessa alla Galleria di Arte Moderna di Milano (GAM, mannaggia agli acronimi), situata all'interno della notevole Villa Reale.
Piuttosto frequentato (almeno la domenica se non si prenota è difficile trovare posto), il bar-ristorante offre piatti sia internazionali che siciliani, regione di provenienza dei gestori del locale.
Ambiente gradevole (un po' affollato, oggi) con una limitata selezione di portate molte delle quali interessanti.
Prezzi "milanesi", quindi non bassi, per preparazioni curate.
Servizio a volte un po' distratto.
Particolarmente apprezzabili i cannoli siciliani (da prendere assolutamente).
Terza tappa
All'ingresso al GAM, oggi che era gratuito, c'era una certa coda di persone.
Nel palazzo sono custodite opere ottocentesche, fino agli inizi del '900.
Gli autori principali sono, Antonio Canova, Francesco Hayez, Giovanni Segantini, Medardo Rosso e Giuseppe Pellizza da Volpedo.
Anche per chi non apprezza particolarmente le opere di quel periodo storico, non può certamente rimanere indifferente a quel capolavoro assoluto che è il "Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo.
Molto bello è anche il palazzo, con pregiati pavimenti in legno intarsiato, e il suo grande giardino.
la Villa Reale è chiamata anche Villa Belgiojoso Bonaparte, nome che deriva da chi l'ha fatta costruire nel 1790 (il conte Ludovico Barbiano di Belgioioso) e dal personaggio più famoso che l'ha abitata (Napoleone Bonaparte).
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