A Taxi Driver - (Hun Jang, 2017) - Recensione - Con Song Kang-ho, Thomas Kretschmann, Hae-jin Yoo, Jun-yeol Ryu, Park Hyuk-kwon
Seoul, 1980
Kim e' un tassista (vedovo) con qualche problema finanziario. Con una certa fatica divide il suo tempo tra il lavoro e la figlia di 10 anni.
La svolta alla sua vita la dara' il viaggio verso Gwangju, citta' dove deve portare Jürgen Hinzpeter, un fotoreporter/giornalista tedesco che aveva avuto scarne notizie su repressioni subite dagli studenti da parte dei militari in quella citta'.
Kim, a causa della censura e delle attivita' di propaganda del regime di allora, nulla sapeva di queste repressioni, cosi' come la maggior parte della popolazione della Corea del Sud.
Malgrado tutto, il riluttante tassista, anche per la notevole remunerazione promessa da Jürgen, riesce ad eludere i posti di blocco e raggiungere Gwangju, dove potranno vedere con sgomento la realta' della situazione e, assai pericolosamente, filmare gli accadimenti e portarli fuori dalla Corea per farli vedere al mondo.
L'aspetto che mi e' sembrato piu' interessante del film scritto e diretto da Jang Hoon, e' proprio la storia, tratta da fatti realmente accaduti, fotoreporter e tassista eroe (suo malgrado) compresi.
Soprattutto nella prima parte, decisamente piu' leggera e quasi comica, la sceneggiatura e la recitazione degli attori coreani, per i miei gusti, sono inaccettabilmente poco curate, quasi imbarazzanti.
Degne di nota, invece, le scene piu' drammatiche, presenti nella seconda parte del film.
Il protagonista di "A taxy driver", Song Kang-ho e' anche l'interprete di un altro recente film sudcoreano di successo, "Parasite".
Voto: 7.5/10
/image%2F1103575%2F20210404%2Fob_c761fb_h-1.jpg)