Verdi legge Verdi - Massimiliano Finazzer Flory con Yuna Saito al pianoforte
Stranamente non c'era molta gente al teatro Cagnoni di Vigevano ad assistere a questo spettacolo ideato e recitato dal drammaturgo, attore e regista Massimiliano Finazzer Flory.
Oltretutto era gratuito grazie al finanziamento (penso) del Comune di Vigevano.
Le premesse per qualcosa di molto interessante, o quantomeno emozionante, a mio avviso, c'erano tutte.
Francamente le mie aspettative, almeno in parte, sono andate in po' deluse.
L'interpretazione di Verdi da parte di Finazzer Flory non era quella che immaginavo.
Non so se su basi coerenti con gli scritti dell'epoca, Verdi mi e' parso poco autorevole, con una parlata molto veloce (tanto che talvolta risultava non facilmente intellegibile) di un uomo un po' stressato.
Il testo poteva essere interessante, ma era "buttato in po' li'", con poco pathos.
Anche certi modi di dire mi sono sembrati anomali, come ad esempio l'imprecazione "cazzo", che compare ad in certo punto della piece.
A volte sembrava che il trucco per assomigliare al grande compositore di Roncole di Busseto (in particolare la barba) fosse di impedimento.
Puo' anche essere che ero io a non essere in serata, leggermente infastidito dal non funzionamento del servizio di guardaroba...
Naturalmente c'erano le musiche di Verdi a illuminare il teatro con "spot" musicali suonati dalla pianista nipponica Yuna Saito, allieva dell'Accademia Teatro alla Scala.

