La La Land - (Damien Chazelle, 2016) - Recensione - Con Ryan Gosling, Emma Stone, John Legend, J. K. Simmons
Che tra l'aspirante attrice frustrata Mia e l'altrettanto frustrato pianista di Jazz Sebastian ci sara' feeling lo si capisce da subito, anche se nella simpatica e colorata scena iniziale dalla colonna di automobili ferme i due protagonisti si mandano cordialmente a qual paese.
Non andra' meglio al secondo, casuale, incontro quando Mia, abbandonando una festa mondana, si lascia guidare dalle note di pianoforte provenienti da un locale. A suonarle e' Sebastian. E' la sua composizione e anche il brano principale del film (che non abbandonera' lo spettatore fino alla fine).
In seguito i due riusciranno finalmente a "convergere", e a credere nelle rispettive aspirazioni, portandole al successo.
Ma il successo, per due artisti perennemente in viaggio per lavoro, puo' significare la fine del rapporto...
La La Land e' la riproposizione di un tipo di cinematografia che sembrava morta per sempre: il musical.
Tra l'altro, la proposta di Damien Chazelle, regista, soggettista e sceneggiatore, non ha particolari elementi di novita' rispetto agli storici musical di decenni fa, come ad esempio "Singing' in the rain". Questo sia nelle tematiche affrontare che nel modo di ballare e nell'inserimento dei brani ballati e cantati all'interno della storia.
Ma era proprio quello che Damien voleva e che e' finalmente riuscito a fare, trovando, alla fine, i finanziatori per la sua opera. Questo grazie al buon successo del suo film precedente, "Whiplash" (vedi http://petardo.over-blog.it/2016/01/whiplash-damien-chazelle-2014-recensione.html )
Evidentemente, visto il successo di critica e di pubblico del film, ci avevano visto giusto.
Tra i molti premi vinti, La La Land si e' aggiudicato 6 premi Oscar.
Pur essendo un filmetto carino, non mi pare che quest'opera abbia tutte queste qualita', e secondo me non va molto al di la' e non offre molto di piu' di una sapiente operazione nostalgica...
Questo vale anche per la colonna sonora di Justin Hurwit, amico di college del regista, non indimenticabile soprattutto nelle parti piu' datate, con tanto di "cori celesti"...
Voto: 6.5/10
