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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

La corazzata Potemkin - (Sergei M. Eisenstein, 1925) - Recensione - Con Alexander Antonov, Vladimir Barsky, Grigori Aleksandrov, Aleksandr Levshin, Andrei Fajt

petardo

 

Anno 1905. A bordo della corazzata russa Potemkin il malcontento dei marinai a seguito delle difficili condizioni di vita e' alle stelle. La goccia che fa traboccare il vaso e' la carne avariata usata per il pessimo rancio, maleodorante e piena di vermi.

Gli ufficiali cercano di sedare le proteste in modo autoritario e violento, condannando alla fucilazione gli insubordinati. Non avevano pero' fatto i conti con la nascente coscienza di classe: i fucilieri si rifiutano di sparare verso i compagni. Da qui, anche grazie al numero delle persone in gioco, i marinai riescono a prendere il sopravvento e a conquistare il comando della nave, anche se a prezzo di molte vittime.

Una tra queste e' chi ha comandato la rivolta, Vakulincuk.

Giunti ad Odessa, portano il loro compagno morto nella citta'.

La popolazione appoggia le proteste dei marinai, provocando in questo modo la violenta repressione dei cosacchi zaristi, che infieriscono senza pieta' contro la popolazione inerme.
In questa fase e' presente la famosa scena della madre uccisa che non riesce piu' a trattenere la carrozzina con dentro il figlio neonato che quindi scende dalla mitica scalinata.

L'ammutinamento e la rivolta verso il potere ci sara' ancora una volta quando le flotte zariste giunte ad Odessa per sedare l'insurrezione in corso sulla Potemkin si rifiuteranno di aprire il fuoco contro i compagni.

 

La corrazzata Potemkin e' considerato dai cinefili una delle pietre miliari della cinematografia mondiale.

E' diventato estremamente conosciuto anche presso il pubblico italiano meno avvezzo alla storia del cinema grazie alla famosa scena presente nel film "Il secondo tragico Fantozzi".
Qui Fantozzi guida la piccola rivolta degli impiegati costretti dal capo cinefilo a vedere il vecchio film di Eisenstein proprio il giorno della finale della partita di calcio Inghilterra - Italia, esclamando il liberatorio "Per me la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca".

Per alcuni (ad esempio il Morandini) questa frase e' emblematica dell'inizio del disimpegno e dello sciocchezzaio che si avra' negli anni '80, quelli della famosa "Milano da bere".

Certamente nella "corazzata Potemkin" il peso degli anni si sente, come del resto anche nel molto piu' recente film di Paolo Villaggio (scusatemi il paragone), per cui nella visione del film e' bene considerare questo fatto.

Consiglio anche di leggere la trama, per meglio cogliere certe finezze che magari possono sfuggire, dato che il film e' muto ed e' girato con cambi di scena piuttosto rapidi.

Sotto questa ottica, si potranno apprezzare certamente le caratteristiche per l'epoca innovative e le scene estremamente curate della pellicola.

Avendo da poco visto anche il film precedente di Eisenstein, "Sciopero", ( vedi http://petardo.over-blog.it/2017/07/fino-al-cuore-della-rivolta.festival-della-resistenza-yo-yo-mundi-sonorizzazione-concerto-del-film-stacka-sciopero-del-1925-di-serge ), devo dire che mi pare di notare nel Potemkin una minore inventiva e attuale visionarieta' rispetto alla pellicola del 1924.

La vicenda narrata nella corrazzata Potemkin si ispira parzialmente a fatti realmente accaduti, all'inizio della rivoluzione russa.

Le musiche della versione che ho visto sono di Dmitrij Dmitrievic Sostakovic, e la voce che legge le scritte che illustrano le scene (rigorosamente originali e per questo incomprensibili) e' di Arnoldo Foa'.

 

Voto: 9/10 (per il valore storico, soprattutto) 

La corazzata Potemkin - (Sergei M. Eisenstein, 1925) - Recensione - Con Alexander Antonov, Vladimir Barsky, Grigori Aleksandrov, Aleksandr Levshin, Andrei Fajt
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