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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Yuppi du (Adriano Celentano, 1975) - Silvia non e' morta, e' ritonata dal canal!

petardo

 

Nel 1975 (avevo 18 anni) NON lo andai a vedere. Nemmeno negli anni successivi.

L'eccessivo battage pubblicitario, non comune allora e che tutt'oggi mi affastidia, me lo fece andare giu' di giri.

Le citta' erano piene di cartelloni pubblicitari con l'icona dell'Adriano visto di spalle, con le braccia allargate, dinoccolato come sempre.

Quest'anno e' passata su SKY la versione restaurata, e cosi' mi e' venuta la curiosita' di vederlo, finalmente.

Devo dire che, anche a distanza di 33 anni (mamma come passa il tempo!) il film risulta godibilissimo.

La trama, che pare sia tratta da un episodio reale, racconta la storia di un barcaiolo veneziano (Celentano) che crede di avere perso la moglie (Charlotte Rampling), annegata in un canale, e si risposa (con Claudia Mori). La verita' e' che la prima moglie non ne poteva piu' delle condizioni di poverta' di Adriano e si finge morta per poter scappare a Milano e stare con un ricco indigeno (milanese).

Il merito maggiore sta senz'altro nell'inventiva, nella freschezza e originalita' delle invenzioni che ci sono nel film, sia per quanto riguarda le bellissime immagini di una Venezia con l'acqua perennemente alta (casa di Celentano alias Felice Della Pieta' compresa) sia nella maggior parte dei dialoghi e delle situazioni.

In perfetto stile celentanesco gli argomenti trattati: i soldi che non danno la felicita' e l'inquinamento, ai quali si aggiunge, forse in anticipo sui tempi, in problema delle morti bianche.

Carine le musiche (premiate a Venezia nel 1975). Oltre la canzone principale, Yuppi Du, tutti avranno sentito il brano che dice "Silvia non è morta, è ritornata dal canal!" che non sapevo essere tratta da questo film.

Interessanti, tra le altre, la scena del tentativo di stupro della moglie dell'ottimo Gino Santercole (Napoleone), ridotto in carrozzina a causa delle ferite riportate nella vicenda, e quella della metropolitana di Milano, in cui gli utenti hanno facce malaticce, emaciate e pallide.

Qualche -evitabile ma inevitabile- "gag" di Adriano potrebbe fare storcere il naso a qualcuno.


APPENDICE

Vi prego di scusare per questa mia debolezza, ma secondo me, una delle ragioni principali per vedere questo film sono gli occhi di Charlotte Rampling.

Semplicemente stupendi, quanto inquetanti.

Mi fanno venire in mente la famosa poesia di Pavese "Verra' la morte e avra' i tuoi occhi".

I piu' maliziosi potrebbero dire che la Rampling ha una sola espressione.... Si, ma che espressione!

Concludo con una piccola rassegna fotografica dal titolo "omaggio agli occhi di Charlotte Rampling" :o) .

 

Charlotte RamplingCharlotte Rampling

Charlotte RamplingCharlotte Rampling

Charlotte Rampling

Charlotte Rampling

Charlotte Rampling

 

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