Overblog Tutti i blog Blog migliori Casa, artigianato e fai da te
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Wholetrain (Florian Gaag, 2006)

petardo

 

Il writing e` arte o crimine? Ribellione allo stato sociale o disordine esistenziale?

Quali sono le motivazioni, qual'e` l'ambiente di un writer?

Un argomento quanto mai attuale anche in Italia, anche alla luce del recentissimo processo al writer milanese Bros, ritenuto da Vittorio Sgarbi un artista e dal politico De Corato un delinquente..

Questo film tedesco del 2006 ovviamente non puo` risolvere il dilemma, ne` rappresentare tutte le tipologie che compongono il complesso fenomeno dei writers: ci presenta una situazione estrema, ambientata in un contesto abbastanza degradato, in cui il writing viene vissuto come un'esperienza "totale" che in qualche modo fagocita tutte le energie dei protagonisti facendo perdere loro il senso dell'opportuno e della legalita` (ma non e` chiaro se prima l'avessero..).

I writers del film, due tedeschi e due extracomunitari, formano una crew, cioe` un gruppo in qualche modo organizzato e autoreferenziale di ragazzi che "decorano" (qualcuno direbbe imbrattano?) muri e vetri di metropolitane, carrozze di treni, ecc. usando bombolette spray.

Come e` possibile notare anche nelle nostre citta`, i writers passano con disinvoltura dalla scritta fatta a pennarello sul muro al vero e proprio affresco-spray dall' intento (e a mio modo di vedere, a volte anche risultato) artistico.

Cosi` fanno anche loro. Come artisti veri, sembrano in preda a un'esigenza divorante e quasi devastante, autolesionista di "pittare" ovunque, infischiandosene del decoro e dei poliziotti che li inseguono e li portano in questura.

Come artisti veri, elaborano a lungo le loro opere sulla carta prima di trasferirle su un muro.

Come veri temperamenti caratteriali, reagiscono malamente alle forze dell'ordine, rubano le bombolette spray, entrano di nascosto nelle stazioni per pitturare i treni, sfidano i gruppi rivali sia su base artistica che facendo a botte per un muro da dipingere o perche` una crew sovrascrive i disegni dell'altra.

Umanamente sono difficili da inquadrare: uno e` un ragazzo-bene che si districa con difficolta` tra la sua passione e il mondo dei suoi genitori; un altro ha una famiglia senza padre e un figlio senza moglie, di cui si occupa distrattamente, preso solo dal suo sogno di dipingere un intero treno; uno e` sensibile, e tenta anche di studiare arte con un esperto, che pero` lo delude con suggerimenti non appropriati. Tra gli amici "esterni", si distingue uno completamente alienato, alle prese con fantasie assurde.

Un mondo in cui non vorremmo vedere i nostri figli, un coacervo di aspirazioni non assecondate e di sogni adolescenziali perseguiti ostinatamente, capacita` artistiche che avrebbero meritato migliore sviluppo.

Un' umanita` per certi aspetti incomprensibile e non immediatamente simpatica, con cui ci riavvicina in parte il tragico finale e la sequenza del treno pitturato, bellissimo, che percorre la sua strada nella citta` e nel paesaggio, fino alla rimessa, dove verra` ripulito dagli addetti alle pulizie, come un sogno che si infrange per un duro risveglio.

Splendide le immagini del writing nel suo svolgersi, l'opera che prende forma uno strato dopo l'altro.

Grande regia e attori assolutamente naturali e verosimili.

 

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenti