Videocracy (Erik Gandini, 2009)
La televisione commerciale e l'italiota medio sono stati un mix devastante.
Ben prima che il nostro vate silvio intuisse questa terrificante miscela, le piccole televisioni private cominciarono a sbattere in video tutte le nefandezze che l'italiano medio voleva vedere. Senza filtri.
Il risultato e' stata una televisione che riesce a tirare fuori tutto il peggio che c'e' in noi, e a rappresentarlo sul piccolo schermo, facendo regredire ulteriormente il videoutente.
Questa sorta di corsa al ribasso e' stata abilmente sfruttata da silvio per plasmare i gusti di tanti italiani a suo piacimento, gusti che da "artistici" (si fa per dire) sono diventati inclinazioni politiche.
In questo imbarazzante (per un italiano) documentario dell'italo-olandese Erik Gandini non e' rappresentata direttamente la presa del potere tramite le televisioni, ma l'ottenebramento delle coscienze ottenuto anche attraverso personaggi, piu' o meno famosi, che sguazzano in questo pattume mediatico.
Sembra incredibile vedere in questo film Fabrizio Corona o Lele Mora che rappresentano loro stessi in tutta la lor terrificante sincerita' (o almeno cosi' sembra).
Una persona "normale" non puo' che avere repulsione di tutto cio', ma evidentemente cosi' non e'. Oppure forse non ho una corretta percezione della "normalita'".
La manipolazione delle coscienze attraverso la televisione come chiave del potere.
Questo in sintesi il significato i "Videocracy".
O almeno cosi' mi pare...
