Tutta colpa di Giuda - Una commedia con musica (Davide Ferrario, 2008)
Un film originale e “balengo” (per dirla alla torinese, come il film), alle prese con una domanda antica e senza risposta a cui gira attorno con grazia riuscendo anche a farci sorridere.Un carcere, ma non un carcere da film americano, un carcere in cui c’è una sezione che assomiglia di più a un dopolavoro ferroviario o a un ricovero per anziani.
I carcerati (veri carcerati, che recitano se stessi) hanno facce dure ma non cattive, sulle loro facce si legge una specie di trascuratezza scontrosa, quasi un’abitudine a non far troppo conto di sé.
Un mondo a parte, ma non troppo brutto, dove anche il direttore di carcere col suo dialetto veracemente napoletano finisce per far sorridere laddove entra nella parte di chi è tenuto a osservare e far osservare delle regole.
Un microcosmo sconvolto dall’arrivo di una bellissima regista incaricata di allestire uno spettacolo fatto dai carcerati per i carcerati.
A essere sconvolti non saranno solo i carcerati, travolti e felicemente sorpresi dalla possibilità offerta loro di scoprirsi attori, cantanti e ballerini, ma anche l’entourage carcerario, dal direttore che accetta inusitati compromessi alla guardia carceraria sul cui viso dapprima irrigidito nell’espressione amorfa del custode “che fa il suo dovere” compare alla fine un sorriso di partecipazione.
E’ il rifiuto di tutti i detenuti ad accollarsi la parte di Giuda che fa esplodere il conflitto religioso tra i rappresentanti della Chiesa (una bravissima Littizzetto nella parte di una suora “fedelissima” ma anche abituata ad affrontare la quotidianità carceraria e i suoi squallori, e il prete ex attore che passa dall’entusiasmo alla rigidità del dogma) e l’agnosticità perplessa della regista davanti alla necessità del sacrificio per l’espiazione della colpa, applicata ai carcerati che in questo contesto diventano simbolo e paradigma di Gesù Cristo.
Un film da vedere, anche per capire qual è la nostra risposta.
E una colonna sonora straordinaria, travolgente e corale, vera parte integrante del film.
