The Millionaire (Danny Boyle, 2008)
Come puo' un regista scozzese, quello di "Trainspotting", per intenderci, fare un film che parla dell'India, non si sa.
Con che sguardo e conoscenza dell'India?Mah, probabilmente con lo sguardo che si aspetta un occidentale, e infatti il film ha avuto un grande successo in occidente, avendo anche vinto l'Oscar 2009 per il miglior film.
Si racconta in modo cinematograficamente molto accattivante una storia che si sviluppa su una ventina di anni.Nulla di nuovo, mi pare, ma detto molto bene.
Dall'India poverissima di un paio di decenni fa all'India dei grattacieli che prendono il posto delle baraccopoli.E' la storia (o forse una favola moderna, per meglio dire) di Jamal, bamberottolo tutto nervi e ossa che sgambetta allegramente tra i rifiuti di Bombay (dal 1995 Mumbai) vedendone di tutti i colori, anche letteralmente, colori che sono resi in modo molto brillante e saturo dalla bella fotografia del film.
Protagonisti, oltre a Jamal, buono e sognatore, una bella bambina e il fratello di Jamal, piu' pragmatico e "cattivo", disposto a compromessi con la malavita che permea una parte della societa' indiana (e non solo, haime').Banalizzando, il filo rosso del film e' la travagliata storia d'amore tra la bambina (che, da grandicella, sara' interpretata da Freida Pinto, Moooolto caruccia) e Jamal, che invece diventera' un ragazzotto dalle orecchie a sventola e dallo sguardo non molto intelligente.
Jamal partecipera' alla versione indiana di "Chi vuol essere milionario" e, fondamentalmente per cu... oops, per fortuna, riesce a rispondere a tutte l domande.Giuro, dico giuro, che non ho MAI visto la versione italiana del format interplanetario, che tutti ci accomuna, di "chi vuol essere milionario", ma ritengo che Jerry Scotti sia di gran lunga piu' banale del farabutto immaginato nel film come presentatore della versione indiana...
Costruito su flash-back, abbastanza intriganti ma che, secondo me, possono nascondere carenze di sceneggiatura, la pellicola scorre furbetta e gradevolmente interessante, fino al finale decisamente 'BOLLYWOODIANO".