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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

The Lone Ranger - (Gore Verbinsky, 2013) - Recensione

petardo

 

Una stupidatona che di tanto in tanto fa ridere.

 

C’e` abbastanza poco da dire per questo film prodotto e distribuito dalla Disney, che riprende un personaggio gia` apparso in diversi film e serial cinematografici e televisivi degli anni ’50 (“Il cavaliere solitario”).

John e` un avvocato che ritiene giusto far valere ovunque i principi di giustizia e di legalita` a cui e` stato istruito; sta tornando al West, dove vivono suo fratello Dan, Texas Ranger, con il figlio e la moglie Rebecca, con cui John in passato ha avuto una relazione.

Ma i suoi guai cominciano sul treno: in una carrozza “penitenziaria” si trovano un pericoloso delinquente-cannibale, Butch Cavendish, e un indiano “strano”, a dir poco, soprannominato Tonto tanto per far capire che non ha il cervello tanto a posto. Si scoprira`, quasi alla fine del film, che ha avuto uno choc infantile, e forse una fucilata, in seguito a un attacco a tradimento fatto dai bianchi alla sua tribu`; una cosa stile Fiume Sand-Creek, per intenderci (mi ha fatto pensare alla canzone di De Andre`).
E comunque, Tonto non e` poi affatto tonto, anzi, stravaganze a parte e` l’unico che sa sempre cosa fare.

Ma torniamo alla trama, che raccontero` solo per sommi capi: la banda di Cavendish attacca il treno per liberare il capo, Tonto vorrebbe ucciderlo ma il garantismo di John glielo impedisce e Cavendish riesce a scappare.

John (nominato Ranger per l’occasione) col fratello Dan e altri sei partono alla ricerca di Cavendish, ma vengono tutti uccisi tranne John, che diventa, percio`, the Lone Ranger.

Cavendish, addirittura, divora il cuore di Dan dopo averlo ucciso.

Nella storia si introduce l’elemento del conflitto tra bianchi e Comanches: la banda di Cavendish usa travestirsi da Comanches per le sue scorrerie, effettuate anche ai danni della compagnia ferroviaria, cosi` la colpa ricade sugli indiani.

Cosi` travestiti rapiscono anche Rebecca e il bambino.
John si mette all’inseguimento, e` rimasto solo ma non del tutto: Tonto e` sempre con lui, insieme a un misterioso cavallo bianco di cui dice che “riporta in vita le anime dei morti”.

A questo punto la storia procede tra sparatorie, attentati, agguati e violenze varie (mai troppo esagerate pero`: e` pur sempre un film Disney); fa la sua comparsa anche il capo della costruzione della ferrovia, personaggio ambiguo, molto attratto dalla bella Rebecca, avido e desideroso di arraffare il piu` possibile pur cercando di conservare un’immagine rispettabile.

In un crescendo pazzesco di effetti speciali, tra inseguimenti sui tetti dei treni, binari che si intersecano (laddove a malapena era in costruzione una linea!!), ponti che saltano e addirittura un treno che frana giu` dal ponte interrotto e uno che, manco a dirlo, si ferma proprio a un centimetro dalla catastrofe.. vincono i buoni, come al solito. Anche se il finale non e` esattamente quello che si poteva immaginare.

Tutta la storia e` raccontata da Tonto, ormai vecchio, a un ragazzino in una specie di circo.

Riassumendo: un film per ragazzi, anche se si poteva forse tralasciare l’accenno al cannibalismo.

Le parti femminili sono due: una prostituta “di carattere”, personaggio almeno un po’ pepato con un fucile incorporato nella gamba di legno(Helena Bonham-Carter), e Rebecca(Ruth Wilson) che apre bocca soltanto per cacciarsi nei guai.
“Tonto” e` Johnny Depp ed e` decisamente il personaggio simpatico per mimica e dialoghi.

John (Armie Hammer) ha l’espressivita` di una saponetta.

Gli altri personaggi sono banali nel loro essere proprio da western: brutti e sporchi tutti (non si capisce proprio come faccia Rebecca, perfetta e vestita come un fiorellino, a vivere li`), con cattivi-cattivissimi e buoni-“non troppo buoni”.

Divertente ma stra-vista la scena dei capi Comanche che ricevono John, e quando lui per farsi capire parla come un bambino delle elementari loro gli rispondono con un inglese che viene tradotto in un italiano degno dell’Accademia della Crusca.

Non manca, ovviamente, il solito buonismo-da-senso-di-colpa nei confronti dei Comanches.

Grande folla di comparse stravaganti, cinesi in miniera, scoiattoli tremendi e carnivori, cavalli che volano, ecc.

Non ci fanno proprio mancare nulla.

Ripeto, e` un film per bambini, che puo` far ridere qualche volta anche gli adulti, ma e` e resta un film d’evasione.

Johnny Depp ultimamente recita solo ruoli di questo tipo, e devo dire che gli riescono bene; certo, le signore che lo apprezzano per il suo sex-appeal non troveranno un granche` nel suo copricapo fatto con un corvo morto e nella perenne colorazione bianca a strisce nere del viso, ma tant’e`.

Il nome del regista, Gore Verbinsky, comunque, per me resta da dimenticare, o al limite da ricordare bene per non ricascare su un suo film.

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