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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

The Libertine (Laurence Dunmore, 2006)

petardo

 

Questa opinione l'ha scritta mia moglie.

Dico questo per evitare eventuali illazioni ed equivoci sulle mie inclinazioni sessuali....

LEI ritiene che per questo film con Johnny Depp la SUA opinione sia piu' adatta..

Buona lettura.

****

Questo film, dal titolo, non mi piaceva. Il concetto di "libertinaggio" mi e` sempre sembrato di una scemenza indescrivibile, perche` evoca l'idea, scema appunto, che la liberta` sia fare esattamente tutto cio` che si ha voglia di fare, infischiandosene dell'ambiente, della vita degli altri, delle conseguenze dell'azione che si sta commettendo.

E in effetti e` un appellativo ingeneroso per un personaggio realmente esistito, il conte di Rochester, certo scomodo e sopra le righe, ma non privo di qualita` letterarie e di una certa originalita` di pensiero, oltre che, ahime`, di costumi, caratteristica che finisce per diventare la parte dominante della vicenda nonche` la causa della sua non invidiabile fine.

La morte per sifilide e altre malattie contratte sessualmente trasforma il personaggio, all'inizio bellissimo, in un uomo devastato e orrendo, e gia` questa caratteristica basta a richiedere nell'attore protagonista un certo coraggio nell'affrontare un imbruttimento al limite della repellenza.

Johnny Depp vince la sfida, paragonabile solo a quella accettata da David Bowie, altro bellissimo imbruttito nel film "Miriam si sveglia a mezzanotte", e di cui ci sono pochi esempi precedenti: neanche una mano di botte riusciva a imbruttire il Marlon Brando di "Fronte del porto", ne` il James Dean di "Gioventu` bruciata".

Ma non e` solo della trasformazione fisica e della grande abilita` dei truccatori di cui voglio parlare: Johnny Depp costruisce un grande personaggio di trasgressore/innovatore in un ambiente di re e personaggi senza carattere, preda di disinibite pulsioni sessuali, in un ambiente di grande poverta` anche intellettuale.

Altra notevole interpretazione e` quella di Samantha Morton nel personaggio di Elizabeth Barry, fanciulla timida che riesce caparbiamente a sfondare diventando una grande attrice, uscendo da un ambiente arretratissimo e quasi primitivo, ma proprio per questo attraente agli occhi dei nobili sfaccendati.

Splendidi i due monologhi, in apertura e chiusura del film, con cui Johhny Depp stipula quasi un patto tra il personaggio e lo spettatore, che oltre a essere una grande prova di recitazione, in un certo senso risarciscono.. gli occhi delle signore...

 

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