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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

The Constant Gardener - La cospirazione (Fernando Meirelles, 2005)

petardo

 

Film-denuncia basato in realtà su un romanzo di John le Carrè, quindi su una storia inventata.

Un film-denuncia che non denuncia veramente un bel niente, ma che racconta una storia che assomiglia ad alcuni dei nostri peggiori sospetti, ispirati ad articoli di giornale che raccontavano, loro, storie vere.

Quindi, a tutti gli effetti, un film che racconta una storia che ci pare fin dall'inizio terribilmente e orribilmente verosimile.

Chiarisco subito che è un film per coscienze solide, robuste o, viceversa, irrimediabilmente e inscalfibilmente superficiali, ma queste ultime toglieranno il DVD dal lettore dopo 30 secondi.

Una giornalista inglese viene uccisa, in Africa, in seguito alla scoperta dei micidiali interessi di una casa farmaceutica che ipotizzando il diffondersi di una futura epidemia sperimenta il suo nuovo farmaco su un campione umano di dimensioni senza precedenti, e, per giunta, completamente indifeso e sprovveduto di fronte all'eventualità di trasformarsi in cavia su larga scala.

Il marito, diplomatico che lavora per l'ONU, tentando di scoprire le cause della morte della moglie rimane anch'egli coinvolto e finisce per avere la sua stessa sorte.

Si resta agghiacciati dal contrasto tra i campi da golf e l'immensa bidonville, dal cinismo degli europei, dalla speranza fiduciosa degli africani che pure ormai dovrebbero avere capito che la razza padrona li imbroglia, ma forse non hanno nemmeno la disposizione d'animo per porsi il problema, dovendo fronteggiare la ben più spinosa questione della pura sopravvivenza.

E' una storia cattiva dove le meravigliose immagini della natura africana si alternano a storie di compromesso e cupidigia, dove tutto è torbido tranne il sorriso dei bambini africani che ridono di niente pur essendo privi proprio di tutto.

Se ne esce piuttosto affranti, consci del fatto che anche la nostra coscienza personale fa parte della grande coscienza, sporca, dell'Occidente.

Il film è ben girato, gli attori sono bravi, le immagini delle persone, dei mercati, dei colori degli abiti delle donne africane, che splendono anche in quello che sembra un enorme letamaio, sono bellissime.

Due o tre volte, in mezzo a questa storia così greve, la telecamera inquadra uno splendido volo di uccelli africani che solcando il cielo con eleganza sembrano quasi divinità indifferenti.

 

 

The Constant Gardener - La cospirazione (Fernando Meirelles, 2005)
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