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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Suite francese (Irène Némirovsky)

petardo

 

Un grandissimo talento letterario spazzato via dalla follia del nazismo

Irene Nemirovsky era figlia di un ricco e potente banchiere ebreo russo rifugiatosi in Francia con la famiglia all’ inizio della Rivoluzione d’Ottobre del 1917; mori` ad Auschwitz nel 1942, a soli 39 anni, lasciando il marito che mori` anche lui in un campo, poco dopo, e le due figlie bambine, salvate tra molte peripezie.

Suite francese doveva essere un romanzo monumentale, in cinque parti, sviluppato come una sinfonia: fece in tempo a scriverne soltanto due, ma questi, che contengono gia` l’intreccio destinato a svilupparsi in quelli mancanti, sono gia` compiuti in se stessi.

Il primo libro, “Tempesta di giugno” descrive la frenetica fuga dei Parigini, nel 1940, all’approssimarsi del nemico tedesco, attraverso una serie di quadri che ritraggono famiglie di estrazione e composizione completamente diversa, dalla famiglia facoltosa e numerosa, alla coppia di impiegati che ha un figlio in guerra, al collezionista single, egoista e del tutto indifferente agli altri, al famoso scrittore con la sua amante..

Un affresco sociale di proporzioni vastissime, di cui ogni quadro e` ritratto con una precisione minuziosa e una grandissima capacita` di connotare, magari con pochissime ma esaurienti osservazioni, ogni personaggio e ogni ambiente.
I personaggi sono descritti cosi` bene che riusciamo perfettamente a “vederli”, e cosi` le loro case, il loro mondo.

La difficoltà della situazione fa emergere le piu` disparate caratteristiche, positive e negative, degli esseri umani, il perbenismo, l’ipocrisia, la generosità` istintiva da una parte e l’egoismo ferino dall’altra, il senso di appartenenza a una ben definita classe sociale, il tutto attraverso la descrizione di gesti anche minimi.

La molteplicità dei quadri aperti dopo il primo libro ci lascia col fiato sospeso in attesa del libro successivo, “Dolce” dove pero` i personaggi cambiano, l’ambientazione e` completamente diversa, ma a poco a poco i personaggi precedenti rientrano o se ne ha notizia, e le loro storie si intrecciano con quelle appena introdotte.

Dolce e` il racconto dell’ occupazione nazista in un paese piccolo della provincia francese, il rapporto strano, ambiguo che si instaura tra i soldati e le donne rimaste sole, la vita che tenta di continuare nonostante tutto, quasi una pacificazione “sul campo”. I nazisti ritratti in questo libro non sembrano degli animali, e questo, visto a posteriori conoscendo la storia personale dell’autrice, sembra perfino incredibile: si sforza di ritrarli come persone che hanno affetti e interessi, che riescono a intessere rapporti civili con gli occupati, che hanno sentimenti e inaspettate delicatezze, ma sono sempre e comunque pronti a sparare alla minima occasione; insomma, fanno comunque parte di un sistema che li ha resi padroni fuori da casa propria, e quindi da un lato non possono esser accettati veramente, dall’altro neppure se lo meritano.

E quando se ne vanno per intraprendere la disastrosa campagna di Russia, tra qualche sospiro femminile c’e` comunque molto (fin troppo fiducioso) sollievo.

Irene Nemirowsky ha capacita` di racconto veramente grandiose, ha materia e sa raccontarla, con una prosa elegantissima e a tratti non priva di una certa ironia; il libro e` coinvolgente, di quelli che si chiudono malvolentieri.

L’edizione, Adelphi 2005, contiene anche in appendice le ultime lettere di Irene Nemirovsky e altri scritti che testimoniano la disperata ricerca di Irene da parte del marito, rimasto senza notizie all’indomani della sua deportazione, e poi deportato lui stesso (mori` anche lui ad Auschwitz).

Le figlie, allora bambine, dopo molte peripezie e con l’aiuto di amici dei loro genitori, riuscirono a salvarsi, portando con se`, tra gli altri, anche il manoscritto di Suite francese.

 

Suite francese (Irène Némirovsky)
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