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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Smashed - (Susan Burke, 2012)

petardo

 

Protagonista e` Mary Elizabeth Winstead, a me del tutto sconosciuta ma carina e decisamente brava.

Kate e` una maestra giovane e simpatica, coi suoi studenti e` straordinaria ed entusiasta, ma quando la vediamo bersi un goccetto, da una di quelle bottigliette tascabili che usano gli americani, un attimo prima di entrare a far lezione, capiamo subito cosa ci aspetta.

Kate, e il marito, e gli amici del marito (e poi si scopre, anche la madre di Kate) sono alcolizzati, a quel livello per cui non c’e` occasione o momento qualsiasi della giornata in cui non ci si senta in dovere di “farsi un goccetto”.

Quando Kate, ubriaca ma senza darlo a vedere, non riesce a trattenere un conato di vomito in classe, esplode l’equivoco: tutti la credono incinta e lei non riesce a smentire perche` non ha il coraggio di confessare la verita`.

Sommersa dalla situazione, si avvicina a un gruppo di Alcolisti Anonimi, ma ovviamente smettere non e` affatto facile, soprattutto quando la famiglia non ti sostiene: il marito continua a bere, la madre appena la rivede, dopo anni, propone di festeggiare con un bel “Bloody Mary”..

Quando Kate riesce a confessare la sua situazione alla preside non ottiene alcuna comprensione, anzi, perde il lavoro.

Ma insiste e riesce a smettere di bere: ma siccome l’alcool si era ormai insinuato in tutti gli aspetti della sua vita, per lei l’uscita dall’alcolismo coincide con un cambiamento totale, che comporta anche la fine del suo matrimonio.

La vita che le rimane le sembra vuota e noiosa, tutto quello che aveva si e` sbriciolato. Ma resiste, e si intuisce che ce la fara`.

Il film finisce cosi` e si rimane con un grande senso di vuoto, si coglie appieno la potenzialita` distruttiva che l’alcool, al pari della droga, puo` avere nei confronti di un’esistenza. Non e` un film didascalico, ma alla fine il messaggio arriva..

Lucido, ben girato, senza fronzoli, salvo una non necessaria battuta di un corteggiatore veramente maldestro, che viene stigmatizzata anche da Kate con un certo ribrezzo, ma di cui il fim e gli spettatori potevano fare a meno, anche perche` insinua un dubbio sulle caratteristiche umane dell’alcolista anonimo-tipo.
Ma nell’insieme e` un film interessante; non divertente, ma certamente istruttivo (forse puo` servire per affrontare l’argomento con i figli adolescenti, purche` non siano troppo piccoli, ovviamente, a causa della battutaccia a cui accennavo sopra).   

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