Signorinaeffe (Wilma Labate, 2007) - Recensione
Settembre 1980. La FIAT decide di ristrutturarsi e annuncia 15000 licenziamenti.
Il sindacato, rappresentante soprattutto le fasce piu' deboli del personale FIAT (gli operai, che sarebbero stati probabilmente i piu' colpiti dai licenziamenti) inizia un'agitazione che durera' 35 giorni.Clamoroso fatto di quei giorni fu il famoso "corteo dei 40000", in cui dirigenti, quadri (i cosiddetti colletti bianchi) e probabilmente anche una parte di operai protesto' contro l'operato dei sindacati, portandolo ad accettare un accordo che prevedera' 23000 persone in cassa integrazione.
La spaccatura all'interno dei dipendenti FIAT, soprattutto tra "colletti bianchi" e mondo operaio, segna una tappa importante nei conflitti sindacali in Italia.Sullo sfondo di questa parte di storia italiana "pubblica", che il film "Signorinaeffe" ha il pregio di farci ricordare, si innesta un'altra storia, questa volta privata, di un'impiegata in bilico tra una tranquillo menage, forse un po' imbarazzante, con un dirigente (vedovo con una figlia), che le porterebbe sicuramente vantaggi dal punto di vista lavorativo, e un nuovo amore (questa volta piu' fisico e meno meditato, direi) con un operaio FIAT impegnato nel movimento sindacale piu' "duro".
Le difficolta' e la sconfitta della parte "dura" del movimento, e quindi anche del nostro aitante operaio-attivista sindacale, porta anche alla fine del rapporto con la "Signorinaeffe".Si ritroveranno casualmente molti anni dopo. Lei viene da un moderno centro commerciale realizzato al lingotto, dove anni prima sbuffanti macchine producevano le autovetture, lui fa il tassista. Un lavoro decisamente individualista in contrasto con la sua passata attivita' ed emblematico della sconfitta personale e del "movimento".
Emma, la "Signorinaeffe" (effe come FIAT?) e' interpretata dalla brava e bella Valeria Solarino.Bella, forse troppo bella per rappresentare la tipica ragazza della famiglia meridionale arrivata a Torino per lavorare in FIAT….. e il difettuccio che ho notato alla narice sinistra (un segno che sembra una piccola cicatrice) la rende ancora piu' interessante.
Sergio (Filippo Timi) e' molto convincente nell'interpretare l'aitante operaio sindacalista.
Silvio (guarda un po' a volte la scelta dei nomi), l'ingegnere-dirigente fidanzato (o quasi) di Emma e' il buon Fabrizio Gifuni.La regista, Wilma Labate, assieme allo sceneggiatore Domenico Starnone sono stati bravi nel caratterizzare i vari personaggi, rendendoli giustamente complessi e non, come talvolta accade, tagliati con l'accetta, con i bravi da una parte e i cattivi dall'altra.
Il film, che mi sembra un ben riuscito affresco dell'Italia dell'epoca, utilizza anche filmati originali degli scontri e dei cortei.Concludo dicendo che anche la parte privata del film, come quella pubblica, e' tratta da una vicenda vera.
Emma (la signorinaeffe) verra' licenziata dalla FIAT 12 anni dopo.
/http%3A%2F%2Fwww.iicvancouver.esteri.it%2FIIC_Vancouver%2Fwebform%2F..%5C..%5CIICManager%5CUpload%5CIMG%5C%5CVancouver%5Csignorinaeffe.jpg)