Sette Anime (Gabriele Muccino, 2008)
Non ho visto molti film di Muccino, in particolare non ho visto il precedente dei suoi film "americani", La Ricerca della Felicita`.
Cosi` mi sono disposto con una certa tranquillita` alla visione di questo film, credendolo leggero.Errore: questo film e` tutto tranne che un film "leggero".
E` anzi un film dominato dall'inizio alla fine da un'angoscia palpabile."In sette giorni Dio ha creato il mondo. In sette secondi io ho distrutto il mio" e`la lapidaria frase iniziale che delinea perfettamente l'atmosfera del film..
Non e` un giallo, ma la storia si scopre a poco a poco, in un crescendo di pathos che scaturisce anche da rivelazioni minime, da qualche flashback somministrato col contagocce.Ruota intorno a un senso di colpa devastante e incancellabile, che porta il protagonista a comportamenti apparentemente assurdi ma in realta` governati da una determinazione ferrea, da un "piano" tanto pazzesco quanto lucido che sconvolge le tradizionali categorie del bene e del male e lascia dietro di se` una serie di interrogativi inquietanti.
Will Smith, il protagonista, e` bravissimo, da` al suo personaggio uno sguardo dolente, di sofferenza continua e in qualche modo "ultima".Anche gli altri personaggi, compresi quelli minori, sono intensi e ben definiti.
E` uno sconvolgente film "del cuore". Se non vi piacciono i film che grondano sentimenti (attenzione: NON sdolcinatezze e sentimentalismo, ma un tuffo nella complessita` dei sentimenti umani), non e` per voi.Guardatelo, se di tanto in tanto vi chiedete, per dirla con de Andre`, quale sia "il punto di vista di Dio", se vi capita di inciampare nelle parole colpa, fatalita`, sacrificio, altruismo, senso della vita.
