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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Romanzo di una strage - (Marco Tullio Giordana, 2012)

petardo

 

Film teso e complesso, per l’intrinseca difficolta` di ricostruire una delle pagine piu` buie del  nostro secondo dopoguerra.

E` la storia della strage della Banca dell’Agricoltura, in piazza Fontana a Milano, che il 12 dicembre 1969 provoco` la morte di diciassette persone e il ferimento grave di altre ottantotto.

La vicenda inizia con le indagini, condotte dal commissario Luigi Calabresi, che porta al tragico interrogatorio di Giuseppe Pinelli, anarchico del milanese Circolo della Ghisolfa, che “cade” dalla finestra, o si butta, o viene buttato;  e continua con l’assassinio del commissario da parte di esponenti  della sinistra milanese che fanno capo al giornale “Lotta Continua”, che incolpano Calabresi di questa morte e non credono che in quel momento non fosse presente nella stanza, come lui dichiara.

Si parla di Pietro Valpreda, anarchico accusato per primo e “riconosciuto” dal taxista che lo avrebbe portato alla banca poco prima dell’esplosione; ma si parla anche di un suo sosia, agente di destra infiltrato tra gli anarchici; della morte di Giangiacomo Feltrinelli nell’atto di collocare una bomba su un traliccio dell’alta tensione; del principe Valerio Borghese che preparava un colpo di Stato di estrema destra, degli intrighi della politica italiana di quei tempi, delle interferenze dei servizi segreti stranieri.

Dell’omicidio del commissario sono stati riconosciuti responsabili come mandanti Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani, in un contestato processo il cui esito e` stato condizionato completamente dal pentito Leonardo Marino, uno degli esecutori materiali dell’omicidio, che e` stato graziato, mentre l’altro esecutore Bompressi e` stato condannato.

L’indagine sulla bomba di Piazza Fontana, dopo molti anni e un valzer di nomi e di piste investigative,  e` arrivata a riconoscere come colpevoli gli esponenti di estrema destra Franco Freda e Giovanni Ventura, non condannati perche` le prove a loro carico sarebbero emerse dopo che il processo aveva gia` raggiunto i tre gradi di giudizio.

Insomma, uno di quei misteri terribili degli anni ’70, di cui sono poco chiare sia le premesse che la conclusione.

La teoria del film, non dimostrata, e` che le bombe esplose nella banca fossero due, una, potente, messa da un militante di estrema destra, l’ altra, molto meno potente e destinata a scoppiare in orario di chiusura, messa dall’anarchico Pietro Valpreda. Ovviamente lo scoppio della prima avrebbe fatto scoppiare anche la seconda.

E` un film che rievoca un periodo bruttissimo della nostra storia; lo rievoca mostrando con imparzialita` i fatti e presentando con chiarezza le ipotesi. La sensazione che rimane e` di impossibilita` di comprendere e di sapere fino in fondo, e quindi e` amara come quando si e` certi di essere vittima di un intrigo di cui non si riesce a venire a capo.

Si tratta comunque di una pagina della storia d’ Italia che tutti dovrebbero conoscere, e mi riferisco in particolare ai ragazzi, che non sapendone nulla, perche` molto difficilmente i programmi scolastici ci arrivano, rischiano di ripercorrere strade gia` percorse e dall’esito tragico.

Film di ritmo serrato, recitato e diretto benissimo. Cast notevole, con Pier Francesco Favino bravissimo nella parte di Pinelli e altrettanto bravi Valerio Mastrandrea (Luigi Calabresi) e Luigi Lo Cascio (il giudice Paolillo).

 

Romanzo di una strage - (Marco Tullio Giordana, 2012)
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