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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Pollo alle prugne - (Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud - 2011)

petardo

 

Film del 2011 di Marjane Satrapi  e Vincent Paronnaud, gia` noti per lo splendido film d’animazione “Persepolis”.

Cos’e` , per un violinista, il proprio violino? Molto di piu` che un semplice strumento, soprattutto se alla musica vengono affidati i propri sogni e i propri rimpianti.

Questo capita a Nasser Alikhan(Mathieu Amalric), giovane  violinista iraniano che studia moltissimo, ma a cui secondo il suo maestro manca “qualcosa”. Questo “qualcosa” si materializza all’arrivo dell’amore per la bella Irane, che lo ricambia inutilmente perche` suo padre le impedisce il matrimonio con Nasser. Il dolore di Nasser entra nella musica e la trasfigura, il maestro finalmente soddisfatto gli regala uno straordinario violino e si congeda da lui, perche` ritiene di non avere piu` nulla da insegnargli.

Da allora la carriera di Nasser prende il volo: con il suo inseparabile violino intraprende una carriera di concerti all’estero, ma poi qualcosa lo induce a tornare in patria, dove dopo un matrimonio malriuscito con una donna che non ama (ma  che, poverina, era innamorata di lui da anni) il suo successo si avvita in una spirale discendente; perde il posto al Conservatorio, non fa quasi piu` niente, finche` un giorno la moglie esasperata fracassa il prezioso violino davanti ai suoi occhi.

Nasser decide di lasciarsi morire; il film comincia da qui e il resto della storia e` rappresentato per  flashback, sono i ricordi di Nasser che dal letto ripensa alla sua vita. In questi ricordi ovviamente l’ infelice storia d’amore e` raccontata dettagliatamente, compreso l’epilogo del reincontro casuale, in cui entrambi sono invecchiati e provati dalla vita e lei pare non riconoscerlo nemmeno.

E` un film venato di malinconia, una storia di musica in cui pero` la musica non si ascolta mai perche` il violino e` rotto e si puo` solo rimpiangerla.

La bellissima Irane (Golsifteh Farahani) ha il fascino della nostalgia e si muove sempre come  una visione onirica, come in effetti e`.

L’Iran mostrato, palesemente pre-Khomeini, sembra immensamente piu` “moderno” e lontano 400 anni dal presente.

E` un bel film se siete inclini alla musica e alla malinconia, pero` forse si dilunga troppo in una storia gia` completamente raccontata nelle prime scene; verso la fine si vorrebbe un colpo di scena che non arriva, la conclusione ovviamente e` la peggiore possibile..

Pero` e` girato e recitato molto bene, e ha il fascino di una storia d’oriente, di amore, morte e destino. Lascia qualcosa, a chi vuole coglierlo.

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